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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

"Scusa, hai una mascherina?", così una baby gang avvicina le vittime, chiede soldi e le picchia

L'obiettivo della banda sarebbe quello di sottrarre soldi alle proprie vittime. Il modus operandi - stando a quanto raccontato dai testimoni - appare semplice: avvicinarsi a gruppi di ragazzini più piccoli ponendo domande innocue per poi chiedere soldi

Una domanda innocua, posta in modo gentile, ma che può rivelarsi un tranello per chi, ingenuamente, si rende disponibile e cerca di dare una risposta. E' questo il metodo con il quale una banda di giovanissimi avvicinerebbe ragazzi più piccoli con lo scopo di chiedere soldi e alzare le mani in caso di risposta negativa. Alcuni episodi si sarebbero verificati anche nella giornata di ieri, in città. La gang avrebbe seminato paura tra gruppi di adolescenti aretini che si trovavano in centro. 

Ma come agisce questa banda e perché? Il movente, almeno nei casi di ieri, sarebbero proprio i soldi. Il modus operandi - stando a quanto raccontato dai testimoni - appare semplice: la gang si avvicinerebbe ai giovanissimi ponendo domande innocue.

Così agisce la babay gang

"Ciao avete una mascherina in più?", avrebbero chiesto ad esempio ieri sera in città ad un gruppo di ragazzini. Uno di loro, gentilmente, si è fermato e ha consegnato una mascherina. A quel punto però è scattata la richiesta di soldi. L'adolescente si è rifiutato di consegnarli, ha voltato le spalle e ha cercato di raggiungere gli amici. La gang allora lo ha fermato, fatto cadere e schiaffeggiato. Fortunatamente gli amici erano a poca distanza e sono corsi ad aiutarlo facendo scappare la banda composta da 5, forse 6 ragazzi di qualche anno più grandi.

I casi negli ultimi mesi

Negli ultimi tempi sono emersi vari casi di aggressioni. A volte dietro alle violenze ci sarebbe stata la stessa mano, come accaduto lo scorso settembre al parcheggio Pietri. In quel caso, un 19enne finì in manette dopo una notte movimentata, iniziata con l'aggressione ad un 21enne. 

All'inizio dell'estate invece una gang composta da 5 ragazzi - di età compresa tra i 15 e i 18 anni - fu denunciata per associazione a delinquere. Secondo gli inquirenti i giovanissimi agivano già come bande organizzate: telefoni sottratti e restituiti sono in cambio di un compenso, prepotenze e taglieggiamenti sarebbero stati compiuti all'inizio nel centro di Arezzo, destando non poca preoccupazione. Le indagini, coordinate dalla Procura minorile di Firenze, hanno portato lo scorso 1 luglio al sequestro di cellulari, pc e tablet nei quali gli inquirenti avevano cercando video o messaggi relativi ai fatti contestati.

Adesso questi nuovi episodi, nei quali gli aggressori sembrano puntare soprattutto sull’ingenuità di vittime più piccole d'età e, come è accaduto ieri, che si ritrovano  - anche se per pochi minuti - in inferiorità numerica. 

L'appello all'attenzione è dunque sempre attuale. 

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