Stop all'autosospensione di Francesco Macrì: il presidente di Estra riacquisisce pieni poteri

L'annuncio è quello fatto nella giornata di ieri al cda della multiutility. In seguito ad un audit interno sarebbe stata riconosciuta la correttezza delle procedure seguite nelle pratiche contestate a Macrì nel decreto di perquisizione di luglio

Il presidente di Estra Francesco Macrì recupera tutte le proprie funzioni. È quanto annunciato da lui stesso al termine dell'ultimo consiglio di amministrazione della multiutility, svoltosi nella giornata di ieri in videoconferenza. Dopo l'autosospensione comunicata nei mesi passati, ecco che il manager aretino torna nuovamente a svolgere il proprio ruolo riacquisento tutte le competenze e deleghe. Come noto a causa dell'inchiesta giudiziaria che lo vede coinvolto, aveva lui stesso annunciato di "autosospendersi dalle proprie funzioni esecutive nell’ambito delle deleghe assegnate, rimettendo le stesse nella disponibilità del cda".

Le "note vicende" a cui veniva fatto riferimento sono quelle riguardanti l'inchiesta Coingas-Multeserivizi-Estra avviatasi un anno fa e dove tra i 13 indagati figura anche Macrì. Lo scorso 21 ottobre la procura della Repubblica di Arezzo ha richiesto anche il rinvio a giudizio per tutti i protagostini dell'articolata vicenda. In questo ambito Macrì è accusato di abuso d'ufficio poiché, come sostenuto nella tesi degli inquirenti, nel 2015 non avrebbe potuto ricoprire il presidente di Estra in quanto ancora consigliere comunale e, come previsto dalla legge, prima di accettare il ruolo avrebbe dovuto dimettersi dall'assise cittadina (almeno sei mesi prima). Infine il 16 luglio scorso la Guardia di Finanza, su disposizione della magistratura, effettuò una perquisizione all'interno della sede Estra di via Cocchi notificando a Macrì un secondo avviso di garanzia per abuso d’ufficio e peculato. Qui ad essere prese in considerazione dagli inquirenti furono sponsorizzazioni, assunzioni e partecipazioni ad eventi nonché la procedura della quotazione di Estra in borsa.

L'annuncio di ieri invece, stando alle indiscrezioni riportate da La Nazione di Arezzo, farebbe seguito ad un audit interno dove sarebbe stata riconosciuta la correttezza delle procedure seguite nelle pratiche contestate a Macrì nel decreto di perquisizione di luglio. Un controllo interno che, pur non avendo alcun valore penale, gli ha permesso di tornare a svolgere il proprio compito in maniera completa. 

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