Cronaca

Accusato di atti sessuali sulla figlioletta, 40enne a processo

Nel pc dell'uomo trovato anche materiale pedo pornografico. La difesa: "Accertamenti tecnici sull'elaboratore per smontare le accuse"

A processo con l'accusa di atti sessuali su una minore: la propria bambina. È una storia complessa quella dibattuta questa mattina presso il tribunale di Arezzo, di fronte al collegio presieduto dalla giudice Anna Maria Loprete. Sul banco degli imputati un quarantenne della Valdichiana accusato di aver compiuto abusi su una bimba in tenera età. 

Il procedimento ha visto l'audizione del primo testimone chiamato dall'accusa, rappresentata in aula dalla pm Francesca Eva. A rispondere alle domande del magistrato e della parte civile, rappresentata dall'avvocato Cristina Moschini, è stata la mamma della bimba: la donna che ha segnalato una situazione, ritenuta ambigua, agli assistenti sociali i quali hanno dato il via alla denuncia che ha portato al processo.

I fatti risalirebbero all'estate del 2021. I due genitori non vivevano insieme, ma si frequentavano. La vicenda ha preso le mosse alcuni mesi dopo, quando la madre, che si trovava nell'abitazione dell'uomo per un lavoro domestico, ha trovato un pc acceso. Al suo interno, ha raccontato questa mattina in aula, ci sarebbero state foto e video di contenuto esplicitamente pedopornografico. Cartelle su cartelle. Migliaia di file. 

Materiale che in seguito alla denuncia è stato sequestrato (alcune micro schede sd sono state acquisite come prove e sono agli atti del procedimento giudiziario) e che è stato oggetto di perizie. La donna, incalzata dalle domande della pm, ha raccontato la paura e la preoccupazione generata da quelle immagini, e l'ansia di poter trovare, nascoste in qualche angolo del pc, anche le foto della figlia. Eventualità questa scongiurata in seguito a una approfondita analisi dei contenuti della memoria. In aula però è stato mostrato un video di padre e figlia che facevano il bagno in una piscinetta, nel quale - a mesi di distanza dal fatto - la donna avrebbe ravvisato comportamenti ambigui dell'uomo.

Il padre, difeso dall'avvocato Niki Rappuoli, si dice estraneo alle accuse. Il materiale trovato sul pc è stato analizzato anche da un perito di parte che nelle prossime udienze presenterà gli esiti in aula. 

Nelle prossime udienze è prevista l'audizione di altri testi della pubblica accusa, a partire dal personale della polizia postale che ha svolto le indagini sulla provenienza delle immagini e dei contenuti rinvenuti sul computer.

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