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"Quattro ore al pronto soccorso senza essere visita da un medico. Un calvario dopo l'incidente", il racconto di una madre

La vicenda risale allo scorso 16 settembre quando una ventenne in seguito ad un tamponamento, riportanto dei dolori a testa e collo, è andata al pronto soccorso. "Non era stata nemmeno presa in carico: se n'è andata senza neppure un foglio di dimissioni"

"Mia figlia ha avuto un incidente stradale, ma dopo quattro ore di attesa al pronto soccorso nessuno l'ha visitata ed è venuta via senza nemmeno essere stata presa in carico". E' una storia paradossale quella che racconta in una concitata lettera, inviata anche alla Asl, una mamma aretina. 

La donna ripercorre le vicissiutini della figlia ventenne che, in seguito ad un tamponamento, pur non avendo riportato serie lesioni si è recata all'ospedale San Donato per un controllo a collo e testa (che aveva sbattuto nell'impatto). Ma qui, dopo ore di attesa, ha deciso di rinunciare e tornare a casa, pur continuando a lamentare dolori. 

L'incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio del 16 settembre.
"Alle 19:10 mia figlia insieme, a suo padre - scrive la donna -, sono stati tamponati da un'autovettura e avendo avuto il contraccolpo da tamponamento con annessa piccola testata contro il poggiatesta del sedile del guidatore mia figlia ha deciso di recarsi in Pronto Soccorso per le cure del caso visto che aveva mal di testa.
E’ entrata in pronto soccorso seguendo scrupolosamente le regole da Covid19,e l’infermiera le ha fatto il foglio con l’assegnazione del codice di priorità che è stato 4 Urgenza Minore con lista di attesa intermedio/bassa".

Intanto i genitori attendevano all'esterno, come prevede il protocollo per contenere l'emergenza sanitaria.

"Dopo circa 45 minuti che eravamo fuori, il piazzale antistante il pronto soccorso si è svuotato e per circa 1 ora e mezza siamo rimasti solo noi due in attesa. Meno male che siamo ancora in estate e non pioveva o non faceva freddo altrimenti sarebbe stato un problema perché nessun genitore lascia il figlio da solo e torna casa in attesa".

Poi il racconto di quello che la madre definisce un "calvario":  "Dopo 2 ore circa ho chiamato mia figlia per sentire se almeno l'avevavo visitata, ma niente. A quel punto hanno iniziato ad arrivare molte ambulanze: ovviamente chi arriva in ambulanza a un codice di priorità diverso (i vecchi codici giallo e rosso) e passa vanti ai codici minori. Lo capisco ed è giusto che sia così".

Il problema però sarebbe stato un altro: le ore sono passate e nessuno avrebbe visitato la figlia. "So molto bene che la sera i medici del Pronto soccorso sono solo 2 e quello assegnato ai codici minori, deve andare ad aiutare il collega ai codici maggiori ma chi ha assegnato un codice come quello di mia figlia deve essere comunque visitato, non possono passare 4 ore senza che nessuno, e ripeto nessuno, si palesi per visitare questi pazienti".

Alla fine la giovane ha deciso di tornare a casa e non essendo ancora stata presa in carico "non ha firmato nessun foglio di dimissione volontaria".

Non solo, la madre racconta che insieme alla figlia era in attesa un'altra giovane: "anche lei era andata in pronto soccorso in seguito ad un’incidente: aveva dolori ad una spalla ed erano 5 ore che attendeva. Alla fine di tutto ciò, dato che il codice è minore, la Asl fa pure pagare un servizio pessimo".

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