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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Banca Etruria, dopo le assoluzioni la Procura pensa al ricorso in Appello. I difensori: "Default causato da eventi esterni"

Polemiche dopo la sentenza pronunciata ieri dal collegio presieduto dal giudice Fruganti. "Assoluzioni in contrasto con le condanne per bancarotta comminate a Fornasari e Bronchi"

La rabbia dei risparmiatori da un lato. La soddisfazione degli imputati assolti dall'altro. Nel mezzo, tanti interrogativi. Molti saranno fugati al momento della lettura delle motivazioni. Altri, forse, potranno trovare risposta solo nei successivi gradi di giudizio, qualora la procura di Arezzo - come sembra orientata - decida di impugnare la sentenza e presentare ricorso in Corte d'appello.

La sentenza del maxi processo per Banca Etruria, pronunciata ieri presso il tribunale di Arezzo, ha scatenato polemiche. Di fatto l'assoluzione di 22 dei 23 imputati (solo Rigotti è stato condannato a 6 anni di reclusione) sembra spostare la responsabiltà del default dell'istituto di credito aretino al concorso di eventi esterni, di impossibile gestione da parte del gruppo dirigente finito a processo. Non solo, l'assoluzione con formula piena, in moltissimi casi "perché il fatto non sussiste", ha fatto storcere il naso alle parti civili: potrebbe infatti essere interpretato come una negazione del crac. Lo stesso difensore dell'ultimo presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rossi, l'avvocato Antonino Giunta: "Il tribunale di Arezzo si è preso la responsabilità di smontare il teorema Banca Etruria. Un teorema che, secondo le difese, era costruito sull'onda mediatica e su una serie di vicende legate ai rapporti con la Banca d'Italia e della svalutazione dei crediti. Eventi che andavano oltre la responsabilità degli amministratori".

Lo stesso procuratore capo Roberto Rossi ha parlato di una sentenza che ha fatto cadere "completamente l'impianto accusatorio. Aspettiamo di leggere le motivazioni ma è evidente che l'ipotesi di far ricorso in appello diventa plausibile. Questa sentenza è anche in contraddizione con quella precedente, emessa sempre dal Tribunale di Arezzo, in seguito alle condanne comminate per bancarotta con il rito abbreviato". Rossi ricorda infatti come l'ex presidente Giuseppe Fornasari e l'ex direttore generale Luca Bronchi, furono condannati  dal Gup Giampiero Borraccia per bancarotta fraudolenta, a 5 anni di reclusione. Sempre con rito abbreviato l'ex vice presidente Alfredo Berni fu condannato a due anni per bancarotta fraudolenta e l'ex membro del cda Rossano Soldini (in realtà spina nel fianco del cda, tanto che votò contro le decisioni rivelatesi più dannose per l'istituto di credito) a un anno per bancarotta semplice.  Tutti e quattro hanno impugnato la sentenza e l'appello sarebbe già stato fissato per la prossima primavera.

Nel frattempo dovrebbero essere depositate le motivazioni della sentenza di ieri. I 90 giorni scadono a fine dicembre. La stesura delle motivazioni potrebbe essere l'ultimo atto del giudice Fruganti, che dal 1 gennaio sarà in pensione. 

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