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Cronaca

Assalto alla Cgil, dirigente Digos ascoltato in aula: "Quell'autorizzazione non c'era"

Altri agenti saranno ascoltati nella prossima udienza

Dalla sua casa di Arezzo, dove si trova ai domiciliari, questa mattina Lorenzo "Ciclone" Franceschi - assistito dal proprio legale Mario Giancaspro - ha raggiunto l'aula buker di Rebibbia: si è celebrata lì, infatti, la nuova udienza del procedimento per l'assalto alla Cgil avvenuto lo scorso ottobre a margine di una manifestazione no vax. 

Dopo il colpo di scena della scorsa udienza, durante la quale era stata letta in aula una informativa della Digos in cui sembrava che il corteo fino alla sede della Cgil fosse stato autorizzato, oggi è stata approfondita la questione, con la deposizione di un nuovo teste della pubblica accusa. Si tratta del dirigente della Digos che coordinava l'ordine pubblico in piazza in quel movimentato 9 ottobre. Quest'ultimo ha risposto alle domande del pm e al controinterrogatorio delle parti. Due ore e mezzo di risposte e l'affermazione che un'autorizzazione ufficiale per quel corteo diretto alla Cgil non sarebbe mai stata data. 

Nella prossima udienza, che si terrà a luglio, verranno sentiti altri due agenti della Digos. L'aspetto che dovrà essere chiarito dovrebbe essere proprio quello relativo all'autorizzazione che secondo le difese sarebbe stata data a quella costola di corteo che si avviò verso la sede nazionale del sindacato. 

Le accuse nei confronti del Ciclone

L'aretino è accusato di aver partecipato alla violenta occupazione dei locali della Cgil. Il gip nella sua ordinanza aveva scritto che era stato "Ripreso nelle immagini mentre colpiva, con un'asta di una bandiera di non modeste dimensioni, agenti delle forze dell'ordine posti a presidio dell'ingresso della Cgil" e "ripreso all'interno dei locali del sindacato sempre con l'asta tra le mani, mentre assisteva compiaciuto all'operato dei devastatori".

La versione di Franceschi però è diversa: afferma di essere entrato dentro l'edifico per vedere cosa stava accadendo e quando ha avuto sotto agli occhi le scene di devastazione sarebbe uscito "senza toccare nulla".

Saranno i giudici a valutare le sue parole.

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