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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Assalto alla Cgil, aretino a processo nell'aula bunker di Rebibbia. Parlano gli agenti della Digos

Il leader di Forza Nuova Lorenzo "Ciclone" Franceschi è accusato di devastazione e resistenza a pubblico ufficiale.

Entra nel vivo il processo per l'assalto alla sede della Cgil di Roma e sul banco degli imputati siede anche un aretino. Si tratta del locale leader di Forza Nuova Lorenzo "Ciclone" Franceschi. Il 59enne dal movimentato passato è accusato di devastazione e resistenza a pubblico ufficiale. Reati che sarebbero stati commessi a Roma, lo scorso 9 ottobre, nella sede nazionale del sindacato dove - a margine di una manifestazione indetta per protestare contro l'obbligo del Green pass - si consumò l'irruzione.

L'aretino fu ripreso da telecamere di sorveglianza e telefoni cellulari di chi partecipava alla manifestazioni. Lo hanno immortalato telecamere e telefonini. Circa 10 giorni dopo i fatti avvenne l'arresto : si trovava nella sua abitazione ad Arezzo quando la polizia lo prelevò. E sempre Arezzo si trova attualmente, nella casa circondariale San Benedetto. Ma questa mattina, insieme al suo legale, l'avvocato Mario Giancaspro, raggiungerà l'aula bunker di Rebibbia dove sarà celebrato il processo.  

L'udienza

Il procedimento entra quindi nel vivo con l'audizione dei testi della Procura. Quella di oggi si prospetta come una lunga udienza, nella quale saranno chiamate a deporre 6 persone: si tratta di agenti della Digos che in quella giornata erano presenti in piazza del Popolo. Stando alle stime ufficiale quel giorno c'erano tra le 10 e le 12 mila persone provenienti da tutta Italia alla manifestazione. Tra queste - come ha riportato di fronte al Parlamento il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese - circa 200 sarebbero state legate alla formazione di estrema destra. L'aretino faceva parte di questo gruppo e insieme ad centinaia di altre persone si allontanò dal corteo principale per raggiungere la sede della Cgil. 

Le accuse nei confronti del Ciclone

"All'occupazione - ha scritto il gip siglando il rinvio a giudizio - ha attivamente partecipato anche Lorenzo Franceschi, componente di Forza Nuova della sezione territoriale di Arezzo, ripreso nelle immagini mentre colpiva, con un'asta di una bandiera di non modeste dimensioni, agenti delle forze dell'ordine posti a presidio dell'ingresso della Cgil" e "ripreso all'interno dei locali del sindacato sempre con l'asta tra le mani, mentre assisteva compiaciuto all'operato dei devastatori".

La versione di Franceschi però è diversa: afferma di essere entrato dentro l'edifico per vedere cosa stava accadendo e quando ha avuto sotto agli occhi le scene di devastazione sarebbe uscito "senza toccare nulla".

Saranno i giudici a valutare le sue parole. Intanto però è il momento dei testimoni chiamati dalla difesa.

I testi che saranno chiamati dalla procura

La lista è lunga: il pm ha deciso di partire dalle forze dell'ordine. Oggi saranno sentiti gli agenti che avevano il compito di tenere d'occhio la piazza, vigilare sull'enorme corteo. Tra loro però non c'è l'agente che ha accusato l'aretino di averlo colpito con una bandiera.

Nelle prossime udienze saranno ascoltati anche Maurizio Landini, segretario della Cgil, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e  Vittorio Sgarbi.

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