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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca

Assalto alla Cgil, stangata per Franceschi: condannato a 8 anni e due mesi

L'aretino, conosciuto come Ciclone, aveva preso parte all'assalto avvenuto nell'ottobre del 2021 nella sede del sindacato a Roma

Raffica di condanne per l'assalto alla sede della Cgil di Roma. La vicenda, nella quale fu coinvolto anche un aretino, risale al 9 ottobre del 2021 e si sviluppò durante una manifestazione ‘no green pass’. Tra i manifestanti c'era anche Lorenzo Franceschi, conosciuto come Ciclone, leader locale di Forza Nuova, finito a processo con l'accusa di devastazione. Per lui la corte ha disposto una condanna a 8 anni e due mesi di reclusione.

La sentenza è stata pronunciata nella tarda mattinata di oggi dai giudici della prima sezione penale di Roma. 

Stando a quanto riporta Adn Kronos, sono stati condannati a 8 anni e mezzo di reclusione il leader di Forza Nuova Roberto Fiore e l’ex Nar Luigi Aronica e a 8 anni e 7 mesi Giuliano Castellino . Per Salvatore Lubrano, Luca Castellini e Pamela Testa 8 anni e due mesi, come per l'aretino.

La procura di Roma, rappresentata dalla pm Gianfederica Dito, aveva chiesto per Franceschi 9 anni di pena. 

Il difensore di Franceschi, l'avvocato Mario Giancaspro, aveva puntato su due elementi specifici: il fatto che la manifestazione fosse stata autorizzata dalle autorità e il fatto che "il danno è stato esiguo. Pari a 23mila euro". 

Ai sette imputati sono stati contestati, a vario titolo, i reati di "devastazione aggravata in concorso", quello, sempre in concorso, di "resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata". Castellino, Fiore e  l’ex Nar Luigi Aronica erano accusati anche di "istigazione a delinquere".

La sentenza sarà depositata entro 90 giorni. Il difensore di Franceschi ha già annunciato che ricorrerà in appello.

Cori di protesta in aula

Subito dopo la lettura della sentenza in aula ci sarebbero stati momenti concitati. I familiari e gli amici degli imputati avrebbero gridato frasi pesanti ‘mo famo la guerra’. E poi applausi di scherno - riporta Adn Kronos -, grida ‘vergogna’ e braccia alzate con il saluto romano sono stati rivolti da alcune persone presenti tra il pubblico in aula verso la corte.

La requisitoria del Pm

"Gli imputati nel corso del loro esame hanno provato a far passare la manifestazione del 9 ottobre 2021 come pacifica, festosa e gioiosa, ma l’istruttoria svolta ha fornito un quadro diametralmente opposto - aveva sottolineato nel corso della requisitoria la pm Dito - alla luce delle univoche dichiarazioni delle forze dell’ordine e dell’enorme mole di video acquisiti sia dalle telecamere di videosorveglianza sia dai filmati presenti su fonti aperte. Quello che ci restituiscono i video e i testimoni sono fatti drammatici e cruenti, una situazione sfociata nel tragico epilogo nell’assalto alla sede della Cgil".

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