"Assalto alle slot" ma la rapina era finta. Denunciata la titolare

Il colpo fu denunciato nella notte tra il 16 e il 17 ottobre. Proprietaria smascherata dalla Squadra Mobile

Finta rapina al bar Rosa dei Venti

E' stata denunciata per aver simulato una rapina all'interno del proprio locale. La propietaria del bar Rosa dei Venti, di via Romana, è finita nei guai dopo le attente indagini della Polizia di Stato. In seguito ai rilivei della Squadra mobile, guidata ad Francesco Morselli,  le sono stati contestati i reati di simulazione di reato, furto aggravato in concorso e claunnia. Inieme a lei è stato denunciato anche un bolognese di 43 anni che vive ad Arezzo per furto aggravato e simulazione in concorso. 

La vicenda

Era la notte tra il 16 e il 17 ottobre. Qualche minuto dopo le 4 alla sala operativa della Questura di Arezzo arrivò la chiamata di una donna che chiedeva aiuto presso il proprio esercizio commerciale. La telefonata è apparsa subito strana agli operatori del 113, "la donna  - spiega in una nota la Polizia di Stato - alternava momenti in cui articolava correttamene la parola a momenti in cui si esprimeva in modo incomprensibile".

La Volante si è precipitata sul posto dove ha trovato la barista chiusa dentro la cucina del locale, imbavagliata e con le mani legate dietro la schiena. Le sei slot del bar erano state forzate e le due telecamere del bar oscurate con della vernice di colore nero. Non erano invece stati rubati i soldi dentro la cassa e quelli dentro il portafogli della donna. 

Stando il racconto della donna, un rapinatore era entrato di soppiatto, l'aveva sollevata e l'aveva colpita al volto, poi l'aveva chiusa in cucina. 

All'arrivo della polizia fu soccorsa e dal Pronto soccorso fu dimessa senza nessuna prognosi. Poi, convocata presso la Squadra Mobile,  raccontò di essere stata rapinata da almeno un paio di persone verso le ore 2 della notte, subito dopo la chiusura del bar, mentre era intenta a sistemare gli ultimi dettagli in vista della chiusura definitiva.

In quella concitata mattina la donna ha indicato ai poliziotti le telecamere annerite dalla vernice, dicendo che i suoi aggressori avevano un accento dell’Est Europa.

Traditi dalle telecamere

La Squadra Mobile  provveduto ad acquisire immediatamente le immagini del sistema di video-sorveglianza, scoprendo che i malviventi non si erano resi conto che la vernice era colata giù poco dopo, liberando l’obiettivo e permettendo di fatto la ripresa di quanto era successo. Solo in seguito la proprietaria si è accorta di questa circostanza e, vedendo che i poliziotti erano sulle tracce di un uomo e di una donna che apparivano dalle immagini come gli autori della rapina, ha riconosciuto nell’uomo il soggetto che poi è risultato effettivamente prendere parte al furto ed ha indicato nella donna una giovane cliente che è solita frequentare il bar, in realtà non coinvolta nella vicenda.

L’attività successiva degli investigatori ha permesso nel giro di 24 ore di ricostruire l’accaduto ed identificare l’uomo, un bolognese di 43 anni. L'uomo negli Uffici della Questura ha dichiarato di aver pianificato la rapina con la barista consegnando spontaneamente, durante la perquisizione condotta a suo carico, gli attrezzi usati per lo scasso delle slot. La donna, anch’essa nel frattempo sottoposta a perquisizione, ha permesso il ritrovamento di 1639,50 euro in monetine che aveva poco prima in parte buttato nella spazzatura ed in parte rimesso nel cambia monete del bar.

La donna, che è stata immortalata dalle telecamere mentre interagisce tranquillamente con il proprio aggressore, ed ancora mentre lo aiuta a coprire con un paravento le slot machine dalla vista di coloro che fossero passati vicino al bar, ha continuato a sostenere di essere stata vittima di una violenza e di non aver preso parte alla finta rapina.

“L’uomo mi ha minacciata e mi ha costretto a non rivelare nulla alla Polizia” ha verbalizzato in Questura, aggiungendo “il rapinatore mi ha costretto a tenere in custodia i soldi e mi ha detto di riferire che erano stati malviventi dell’est.”

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La refurtiva recuperata dagli investigatori, trovata tutta nella disponibilità della donna, ammonta a euro 1639,50 in monetine da uno e due euro. Sono in corso ulteriori attività investigative per il recupero della restante somma che ammonta a euro 1980,00.

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