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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Morì dopo 17 ore di agonia. Asl e due medici dovranno risarcire i familiari

Sentenza sul caso di Cinzia Patricolo, deceduta nel 2017 a 47 anni all'ospedale San Donato. Per il tribunale civile ci fu una diagnosi errata. In sede penale gli imputati erano stati assolti

I genitori, la sorella e il convivente di Cinzia Patricolo, deceduta in ospedale dopo diciassette ore di agonia, dovranno essere risarciti dalla Asl e dai due medici che seguirono la donna all'arrivo al San Donato. Lo ha stabilito, come riporta il Corriere di Arezzo, la sentenza civile di primo grado emessa ieri dal giudice Carmela Labella. 

La tragedia risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio 2017, quando la 47enne entrò in pronto soccorso lamentando dolori addominali, nausea e vomito. Fu curata con antidolorifici oppiacei per una sospetta pancreatite ma la diagnosi, stando alle carte del processo civile, era sbagliata. In realtà si trattava di occlusione intestinale.

In seguito alla morte fu presentato un esposto e la procura aprì un'inchiesta per omicidio colposo. Durante le indagini furono inviati sette avvisi di garanzia a medici e operatori che si trovavano al lavoro in quelle concitate ore. Gli unici due imputati finiti di fronte al gup con l'accusa di "colpa medica" vennero prosciolti in sede penale il 4 febbraio 2020 per l'insussistenza del fatto.

La causa civile è stata seguita per conto dei familiari di Cinzia Patricolo dall'avvocato Donata Pasquini

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