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Così "la maestra faceva la bua". I racconti dei bimbi e gli insulti social alle omonime dell'insegnante

Nella giornata di ieri, i genitori degli iscritti alla scuola per l'infanzia, si sono presentati presso la struttura portando i piccoli a casa. In molti non sapevano delle indagini

"La maestra mi ha fatto la bua".
Una frase così diretta e così innocente che, neanche a dirlo, ha convinto subito i genitori ad andare sino in fondo e fare luce sul perché il proprio bambino, di 2, 3 anni e mezzo, si era sentito in obbligo di pronunciarla.

E' cominciato tutto così. Con il racconto di un piccolo che a casa era tornato frastornato, inquiento. Quel tanto che basta per destare l'attenzione di mamma e babbo che hanno iniziato ad avere dei sospetti.
Dei dubbi che alla fine sono risultati veri visto quanto immortalato dall'occhio implacabile delle telecamere nascoste all'interno dell'asilo.

Schiaffi e pizzichi: IL VIDEO SHOCK

La maestra, nonché titolare, della struttura per l'infanzia L'isola della Fantasia di Montevarchi è stata incastrata così. Da una frase di un bimbo e poi dalle riprese che testimoniano il suo fare manesco nei confronti dei piccoli a lei affidati.

Nella giornata di ieri, subito dopo la pubblicazione della notizia sulle prime pagine delle testate giornalistiche locali, alcuni genitori hanno immediatamente raggiunto la struttura ed hanno portato a casa il proprio figlio. In pochi erano a conoscenza della situazione che, a quanto pare, andava avanti da alcuni mesi.

Sono circa una ventina gli episodi accertati direttamente dai carabinieri di San Giovanni Valdarno che, con il coordinamento del comandante Andrea Barbieri, sono riusciti dopo tre mesi di indagini a mettere la maestra con le spalle al muro. 

Lei, F.S. 50enne valdarnese, per un anno non potrà esercitare alcun tipo di professione che riguardi la cura, l’istruzione o l’affidamento per motivi di studio, sanitari o di cure di qualunque persona. Il tutto chiaramente, in attesa del dibattimento e del processo che si aprirà sicuramente nei prossimi mesi e dove dovrà difendersi dalle accuse riguardanti proprio quel suo fare manesco e minaccioso. 

Già perché oltre alle botte, schiaffi, scapellotti, sculaccioni e pizzichi, la donna, stando a quanto registrato dalle telecamere, era solita anche minacciare i bimbi. "Se non fai il bravo arriva il dottore..." questa una delle frasi immortalate nei video.

Nessuna delle colleghe che lavoravano con lei hanno mai notato alcun comportamento inopportuno. Niente grida, niente schiaffi, niente di niente.
Attualmente le indagini sono ancora in corso per comprendere se la donna abbia, o meno, i titoli per gestire una struttura per l'infanzia.

Nel frattempo a margine della vicenda, l'ira del popolo di Facebook ha colpito tutte le omonime dell'insegnate presenti sulla piattaforma social. Lo stesso nome e lo stesso cognome della maestra finita nel mirino degli inquirenti ma, ovviamente, una completa estraneità ai fatti. Così ecco che hanno iniziato a fioccare, forse contestualmente ad insulti arrivati ai destinatari sbagli in forma privata, dei messaggi sulle bacheche dei profili social dove viene scritto: "Non sono io la maestra dell'asilo di Montevarchi" ed altre ancora "Per favore non facciamo che un caso di omonimia mi riempia di messaggi minacciosi. La mia foto non deve comparire da nessuna parte in nessun gruppo. È violenza anche questo".

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