Cronaca

Asilo di Rendola, la psicologa: "Disagi dei bimbi compatibili con abusi". Ma filmati e pc salvano il bidello

Ci sono elementi di grande contraddittorietà nella vicenda dei presunti abusi all'asilo di Rendola, nel comune di Montevarchi. Caso giudiziario delicatissimo che vede imputato un ex bidello (difeso dall'avvocato Raffaello Falagiani) di 53 anni...

Tribunale - Vela-3

Ci sono elementi di grande contraddittorietà nella vicenda dei presunti abusi all'asilo di Rendola, nel comune di Montevarchi. Caso giudiziario delicatissimo che vede imputato un ex bidello (difeso dall'avvocato Raffaello Falagiani) di 53 anni, secondo l'accusa responsabile di violenza sessuale su quattro bambini.

Martedì scorso nuovo passaggio in aula: sono stati ascoltati i carabinieri di San Giovanni che avevano piazzato telecamere nei bagni, luogo dei presunti abusi, un tecnico informatico che ha analizzato il computer del bidello, due medici di un centro di ascolto fiorentino e una psicologa che parlò, all'epoca dei fatti, con tre dei quattro bambini coinvolti.

E se le testimonianze di carabinieri e tecnico dei computer depongono in favore del bidello, non fa altrettanto la testimonianza della psicologa.

Le telecamere non dimostrerebbero alcun abuso. Secondo le forze dell'ordine che hanno analizzato i filmati (le registrazioni sono durate un mese) nei bagni ci sarebbe stato un clima di familiarità, decisamente incompatibile con le molestie sessuali. Il tecnico informatico ha poi raccontato di non aver trovato immagini di natura pedopornografica all'interno del pc sequestrato al bidello.

Tuttavia la psicologa che all'epoca parlò con tre delle presunte vittime ha detto di aver riscontrato nei bambini dei segni di disagio compatibili con le violenze.

Un quadro ancora molto nebuloso: per l'accusa gli abusi ci sarebbero stati e - da quanto finora emerso - sarebbe stati costituiti da toccamenti e giochi perversi, i bimbi sarebbero stati legati con un fiocco viola, il bidello si sarebbe spogliato davanti a loro. L'imputato, dal canto suo, si professa innocente, vittima di un enorme malinteso.

Starà ai giudici - il presidente del collegio Tafuro e, a latere, Avila e Faltoni - stabilire la verità di quel accadde nel 2012 nell'asilo del Valdarno, comprendendo appieno anche l'attendibilità delle testimonianze di bimbi molto piccoli.

Nuovo capitolo del processo il 12 aprile, con l'audizione di psicologi e pediatri convocati dall'accusa. La strada per la sentenza è ancora lunga. Probabilmente il verdetto non arriverà prima del 2017.

@MattiaCialini

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