Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca San Giovanni Valdarno

Un anno di pedinamenti, molestie e persecuzione. L'incubo di Maria, vittima di stalking

Il responsabile delle indesiderate attenzioni è stato identificato e arrestato per ben due volte

Prima le avances, poi i regali, i messaggi, ed infine i pedinamenti. Quella vissuta da Maria (nome di fantasia) è “un’ordinaria” storia di persecuzione. Per oltre un anno è stata vittima delle indesiderate attenzioni di un uomo che non ha mai accettato i suoi fermi rifiuti. La vicenda è quella portata alla luce dai carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno i quali hanno condotto una delicata e complessa attività d’indagine conclusasi con l’arresto di un uomo, 30enne residente in Valdarno, accusato di stalking.

Lo scorso dicembre i carabinieri di Levane hanno raccolto la denuncia della donna che, nell’occasione, ha raccontato loro come da un anno la sua vita si fosse trasformata in un incubo. “Tutto è iniziato nei primi mesi del 2020 - spiegano i carabinieri - quando un 30enne l’ha notata sul posto di lavoro e ha iniziato a corteggiarla insistentemente. Sebbene la donna non avesse mai dato adito a false speranze declinando le insistenze, quest’ultimo ha continuato a farle pressioni tempestandola di decine di messaggi al giorno sui social e sulle chat di uso comune”. A rendere ancora più pesante la situazione, secondo quanto riferito da Maria, anche i regali inopportuni ricevuti in continuazione e i pedinamenti fin quasi sotto casa. “Avendo iniziato a temere per la propria sicurezza - proseguono i militari - Maria ha scelto di compiere il primo importantissimo passo: la denuncia”. Poco dopo i carabinieri sono riusciti a rintracciare lo stalker il quale è stato arrestato, processato e condannato. “Nonostante ciò, pochi mesi dopo - spiegano ancora i carabinieri - l’indesiderato spasimante si è nuovamente fatto vivo”. Esasperata, la donna si è nuovamente affidata ai carabinieri di Levane che, anche stavolta, hanno effettuato accertamenti investigativi. Sono stati acquisiti e analizzati centinaia di dati provenienti dalle chat e dai social network oltre alle immagini dei circuiti di videosorveglianza del luogo di lavoro e di alcuni sistemi comunali. Al termine degli accertamenti, i carabinieri sono riusciti a documentare le molestie dell’indagato giunto addirittura a pedinarla mentre si trovava con la figlia poco più che neonata. “La tempestiva attività d’indagine è stata quindi dettagliatamente refertata ed inviata all’autorità giudiziaria, con la richiesta di emissione di un provvedimento cautelare - concludono i militari - il gip del Tribunale di Arezzo, anche in virtù della conclamata recidiva dello stalker, ne ha disposto gli arresti domiciliari. La misura è stata immediatamente eseguita appena in tempo per impedire che il reato fosse portato a conseguenze ulteriori”.

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