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Ai domiciliari dopo il delirio all'Eden: non si aspetta il controllo ed esce di casa. Stavolta finisce in carcere

Il 25enne si trova ora recluso nel carcere di San Benedetto, una misura cautelare in attesa del processo. Il giovane è accusato di resistenza a pubblico ufficiale

Il luogo dell'accaduto (Immagine da Google Street View)

Finisce in carcere il 25enne tunisino che si trovava ai domiciliari dopo essere stato arrestato alla fine di maggio, quando era stato protagonista di un caotico episodio al parcheggio in zona Eden ad Arezzo. L'uomo è stato infatti sorpreso fuori dal proprio domicilio durante un controllo della Polizia Municipale: sarebbe dovuto rimanere in casa perché ristretto ai domiciliari in attesa del processo.

Cosa era successo all'Eden

Il 25enne era stato notato in zona Eden con una donna, sua compagna, con la quale sarebbe all'improvviso scoppiato un violento litigio che aveva attirato l'attenzione dei passanti. Dalle parole, il 25enne sarebbe passato ai fatti: secondo il racconto di due testimoni avrebbe fatto cadere a terra e trascinato la donna sull'asfalto. Per farlo desistere dalla violenza sarebbe intervenuta una terza persona, che sarebbe stata colpita rimediando lesioni giudicate guaribili in 6 giorni. Tuttavia né il "paciere", né la donna hanno sporto querela nei confronti del 25enne, che è stato arrestato perché ha dato in escendescenze, ribellandosi al controllo dei poliziotti.

Il controllo e il nuovo arresto

È stato nel corso di un controllo notturno che una pattuglia della Polizia Municipale, incaricata della sorveglianza della misura cautelare degli arresti domiciliari adottata dal Tribunale di Arezzo (con sentenza del 27 maggio) si è presentata al domicilio dell’imputato: la casa è quella di un italiano, dove il ragazzo tunisino e la compagna convivono. Era quasi la mezzanotte, tra il 30 e il 31 maggio. Quindi oltre l'ora del coprifuoco. Nel pomeriggio c'era stato un precedente controllo e forse il 25enne non si aspettava un'altra visita. Gli agenti, giunti al palazzo del domicilio hanno proceduto al controllo degli esterni e successivamente hanno suonato ripetutamente il campanello dell’abitazione. Dopo lunghi minuti di attesa, la porta si è aperta ma di fronte agli agenti non si è presentato l’arrestato ma un’altra persona, il coinquilino italiano che ha dichiarato di trovarsi solo e di ignorare dove fosse, in quel momento, il soggetto in questione, che si era allontanato da casa oramai da qualche ora. Gli agenti hanno così controllato prima tutte le stanze e in seguito le parti comuni e condominiali del palazzo non riscontrando la presenza del giovane imputato. La pattuglia, preso atto dell’avvenuta evasione, ha informato la centrale operativa e si è messa alla ricerca del soggetto rintracciandolo solo nel pomeriggio del giorno seguente, quando è tornato all'abitazione. Il 25enne è stato così denunciato: il Tribunale di Arezzo ha disposto immediatamente l’aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari, sostituendola con la custodia in carcere dove il nordafricano è stato accompagnato.

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