Arresto cardiaco e parto d'urgenza, il dramma di Cristina: adesso una raccolta fondi per garantirle le cure

La giovane mamma ha dato alla luce prematuramente, con parto cesareo, la sua bimba. Ma l'arresto cardiaco ha causato conseguenze gravissime. Adesso il marito ha avviato una raccolta fondi per garantire a Cristina le cure necessarie

Neanche il tempo di affacciarsi alla vita. Per la piccola Caterina e per mamma Cristina Rosi il destino è stato beffardo. Alla 30esima settimana di gestazione, infatti, la giovane mamma ha avuto un prolungato arresto cardiaco che ha causato conseguenze gravissime. Un parto cesareo urgente ha salvato loro la vita, ma i danni sono stati davvero importanti.

Da 5 mesi Cristina, originaria di Monte San Savino, si trova in stato vegetativo in una struttura per la riabilitazione. Le cure non hanno dato i risultati attesi e adesso il marito, Gabriele Succi, sta cercando di garantire alla mamma le cure necessarie: ma per farlo servono tanti soldi. Così insieme a due amiche ha aperto nel giorno di Santo Stefano una raccolta fondi sulla piattaforma Go Found Me. L'obiettivo, per il momento, è quello di raccogliere 150 mila euro, ma le cure potrebbero essere anche più costose: tutto dipenderà dalle necessità che si presenteranno strada facendo.

"Cristina ha dato alla luce in un tempo prematuro e con parto cesareo la piccola Caterina in seguito a un prolungato arresto cardiaco che ha portato gravissime conseguenze per mamma e bimba - si legge sulla presentazione della raccolta fondi -.  Cristina si trova presso un centro di riabilitazione neurologico in stato vegetativo, occorre poterla traferire in un centro privato per assicurarle le migliori cure per riabilitarla sia neurologicamente che a livello motorio.  I soldi raccolti serviranno a garantire la permanenza in una struttura privata specializzata, l'unica strada da percorrere per un recupero significativo dato che le attuali terapie praticate da 5 mesi non stanno dando risultati.  I fondi sono una necessità urgente per poter trasferire Cristina il prima possibile. Oltre alla donazione è importante far conoscere la storia di Cristina per far si che l'aiuto arrivi veloce e da più persone possibili. 

Tante gocce fanno il mare. Grazie"

In poco più di 24 ore oltre 540 persone hanno risposto all'appello di Gabriele e sono stati raccolti oltre 21 mila euro. Ma la strada è lunga, lunghissima. E servono "tante gocce", per dirla con il marito di Cristina, "per fare il mare". 

"Era il 23 luglio quando è successa la tragedia - spiega Gabriele -. Cristina era a casa da sola quando si è sentita male, per fortuna la madre si trovava nelle vicinanze e l'ha sentita lamentarsi. Ha avuto un arresto cardiaco ed è stata subito soccorsa da un vicino medico, poi è arrivato il 118 ed è stata portata in ospedale. L'arresto cardiaco ha causato una mancanza d'ossigeno importante. E' stato subito eseguito un parto cesareo, i medici si sono prodigati. Ma i danni sono stati terribili". 

Cristina, che ha 37  anni, è rimasta in rianimazione per un mese presso l'ospedale di Arezzo. Poi è stata trasferita in questa struttura riabilitativa. La carenza di ossigeno ha causato gravi danni anche alla bambina, tutt'ora ricoverata in ospedale. Presto la piccola tornerà a casa, ma avrà bisogno di assistenza continua. 

"Adesso vorrei assicurare a mia moglie le migliori cure - spiega Gabriele, che di fronte a questa situazione difficile non si arrende - so che ci sono strutture altamente specializzate. Per questo insieme a due amici abbiamo dato il via alla raccolta fondi. In due giorni si sono già visti importanti risultati e io ringrazio tutti. Colgo l'occasione anche per ringraziare la nostra comunità: indipendentemente dalla raccolta su internet in molti ci hanno sostenuto e stanno continuando a farlo". 

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