Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Arrestati 4 ragazzi del branco "no Covid" in zona rossa: assembramenti, niente mascherina, botte a chi li sgridava

I fatti si sono consumati nel periodo delle chiusure, tra febbraio e aprile scorsi, a Pontassieve. Due degli arresti sono stati eseguiti in provincia di Arezzo. I responsabili hanno tra i 19 e i 23 anni. Tra gli episodi più gravi un'aggressione con tentata rapina a un negoziante

Quattro arresti, di cui due nell'Aretino, per alcuni episodi - tra violenza, oltraggio e addirittura un tentativo di rapina - che si sono verificati nei mesi scorsi nel centro abitato di Pontassieve, nel Fiorentino, e che hanno visto per negativi protagonisti alcuni ragazzi: tutti giovanissimi ma maggiorenni, tra i 19 e i 23 anni. Ieri sera, dopo settimane di indagine, è scattata l'esecuzione delle misure cautelari: due in provincia di Firenze e altre due a San Giovanni Valdarno. Due componenti del gruppo infatti, fratelli di 19 e 21 anni, si trovavano domiciliati in casa di parenti, nella città del Marzocco, al momento dell'arrivo dei carabinieri. L'operazione è stata coordinata dal comando dell'Arma di Pontassieve, guidata dal maggiore Giancarlo Caporaso, ed ha coinvolto i carabinieri della stazione di Pontassieve, il personale del Norm (Nucelo operativo e radiomobile), della stazione di Rufina e della compagnia di San Giovanni Valdarno. La custodia cautelare è stata disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzuti su richiesta della Procura fiorentina. I quattro ragazzi coinvolti (due si trovano in carcere mentre i due fratelli sono agli arresti domiciliari) sono ritenuti responsabili tutti di tentata rapina aggravata in concorso e di altri reati tra cui, per tre di loro, tentata violenza privata in concorso, per due di essi resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale e per uno resistenza a pubblico ufficiale.

L'aggressione al negoziante

Il provvedimento è stato emesso a conclusione di articolate indagini dirette dal magistrato Christine Von Borries, scaturite da un’attività di indagine avviata dai militari della stazione di Pontassieve per via di un'aggressione di un negoziante del posto avvenuta a fine marzo scorso. In sostanza, nel centro cittadino di Pontassieve, di pomeriggio, si era venuta a creare molta confusione - era il periodo delle chiusure legate al Covid - a causa di un folto gruppo di ragazzi, capeggiati proprio dal quartetto finito nei guai. A seguito del caos in strada, erano stati allertati i carabinieri e i 4 ragazzi erano stati sottoposti a controllo da una pattuglia. Successivamente i quattro, reputando un esercente responsabile della chiamata al 112, lo hanno prima minacciato e poi circondato. E poi, secondo i militari, sono passati ai fatti: lo hanno percosso con calci e pugni, tentando anche di strappargli borsa e cellulare, non ci sarebbero riusciti solo per la strenua resistenza dell’uomo, che aveva riportato alcune ferite nell'episodio: lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. Dopo la ritorsione, i 4 - secondo la ricostruzione dei militari - avevano anche intimato all'uomo di non fare denuncia, altrimenti sarebbero andati a cercarlo.

Gli altri episodi attribuiti al "branco"

"La gravità dell’episodio in questione, sintomatica della pericolosità dei quattro soggetti, due dei quali peraltro già gravati da numerosi precedenti, è stata ulteriormente enfatizzata da altri fatti-reato di cui il gruppetto si è reso protagonista dall’inizio di quest’anno", aggiungono i carabinieri.

C'era stata infatti già una denuncia per resistenza, risalente all’inizio di aprile, nei confronti di uno di loro che, sottoposto a controllo da un equipaggio della Guardia di Finanza, poiché privo di mascherina, aveva inveito con reiterate minacce nei confronti degli militari. E poi la denuncia di tre di essi, ad inizio febbraio, per tentata violenza privata in concorso per aver cercato di indurre un 21enne a rimettere una querela per minaccia e lesioni personali - presentata a suo tempo nei confronti di uno di essi alla stazione Carabinieri della Valdisieve - dopo un’aggressione subita alla fine del 2018. C'è infine un'ulteriore denuncia dei due fratelli per resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale a una pattuglia della Polizia Municipale Arno-Sieve che li stava sanzionando, comminata a fine marzo, per violazione delle norme anti Covid.

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