Cronaca

Colpo da 100 mila euro in banca e furti in due bar: scattano le manette per cinque persone

Si è conclusa, alle prime luci dell’alba di oggi, un’articolata indagine condotta dai carabinieri del comando provinciale di Arezzo, con l’esecuzione dell’operazione “Giglio”, che ha portato all’arresto di cinque persone

Cinque arresti per una serie di furti messi a segno un anno fa nel Valdarno aretino nell’ambito dell’operazione “Giglio”. Nell'arco di dieci giorni una banda criminale rapinò due bar e un istituto di credito per un bottino superiore a 100 mila euro.

Si è conclusa, alle prime luci dell’alba di oggi, un’articolata indagine condotta dai carabinieri del comando provinciale di Arezzo, con l’esecuzione dell’operazione denominata Giglio, che ha portato all’arresto di 5 uomini, originari di Palermo e Caserta, dediti alla commissione di rapine pluri-aggravate.

Nella città di Palermo a Balestrate, piccolo centro costiero situato nella provincia occidentale del capoluogo siciliano, e nel Valdarno aretino i carabinieri del comando provinciale di Arezzo, con la collaborazione dei colleghi del comando provinciale palermitano, su ordine della procura della Repubblica del Tribunale di Arezzo, hanno arrestato, in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari aretino, 5 persone ritenute responsabili di aver commesso tre rapine pluri-aggravate, perpetrate nel gennaio 2020 in vari centri del Valdarno.

Le laboriose indagini, condotte dai militari della compagnia carabinieri di San Giovanni Valdarno sotto il costante coordinamento della procura sono state avviate nel gennaio 2020 quando nell'arco di 10 giorni furono perpetrate, in ripetizione, ben tre rapine a mano armata, tutte commesse da un gruppo di 4 uomini.

La ricostruzione delle tre rapine

Tutto ebbe inizio poco dopo le 19 di sera del 21 gennaio 2020, quando un commando di 4 uomini a volto coperto fece irruzione all’interno dell’esercizio commerciale denominato “Bar Sud Est” di Terranuova Bracciolini. Nella circostanza, i rapinatori strattonando gli anziani titolari, li costrinsero a consegnare loro il contenuto del registratore di cassa, circa 700 euro, per poi darsi alla fuga a bordo di una berlina tedesca.

Nemmeno un’ora dopo, il copione si ripeté pressoché identico: lo stesso commando fece irruzione anche all’interno dell’esercizio commerciale denominato “Bar Il Bruco” di Loro Ciuffenna. Stavolta, i malviventi minacciarono il titolare con un taglierino, costringendolo a consegnare loro l'incasso, circa 800 euro, per poi darsi alla fuga.

Il 29 gennaio, il terzo colpo. Stavolta il gruppo fece irruzione all’interno della filiale del “Monte dei Paschi di Siena” di Cavriglia. Nella circostanza, i rapinatori entrarono nell’istituto e, minacciando i presenti (9 persone, tra impiegati e clienti) con un taglierino, rimasero all’interno fino all’apertura delle casse temporizzate dalle quali asportarono 102 mila euro. Subito dopo fuggirono a bordo di un’auto rubata a Montevarchi circa un mese prima.

Le indagini 

I militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di San Giovanni Valdarno avviarono le indagini. Dopo i sopralluoghi sulle scene dei crimini vennero analizzate le immagini immortalate dalle telecamere di videosorveglianza presenti sia negli esercizi colpiti che quelle presenti nelle immediate prossimità. L’attenzione degli inquirenti venne catturata da due particolari: l’auto utilizzata per le due rapine ai bar era la medesima in uso ad un noto pregiudicato della provincia di Caserta, da qualche tempo gravitante in Valdarno; nella rapina in banca emerse che i rapinatori avevano eseguito un sopralluogo il giorno precedente, entrando all’interno della filiale con una motivazione del tutto fittizia.

Le successive indagini si sono sviluppate utilizzando tecniche investigative classiche: intercettazioni, analisi dei tabulati di traffico telefonico e delle celle radio-base, servizi di osservazione, controllo e pedinamento degli indagati. In questo modo i militari hanno accertato che i colpi erano stati ideati da coloro, tra gli indagati, che vivevano stabilmente in Valdarno e che si erano poi rivolti a veri e propri professionisti delle rapine, giunti appositamente dalla Sicilia.

Nel corso dell’attività investigativa, per altro, i militari dell'Arma avevano già proceduto all’arresto di uno degli odierni cautelati, e denunciato un secondo in stato di libertà, in quanto trovati in possesso di 60 grammi di cocaina.

"A testimonianza del solido legame intercorrente tra i rapinatori – evidenziano i carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno – le indagini hanno anche consentito di appurare che fra gli stessi vi era una sorta di supporto assistenziale. Nel momento in cui uno di loro, sospettando di essere stato identificato dagli investigatori, si era fatto prendere dallo sconforto, gli altri avevano cercato di rassicurarlo, minimizzandone i timori e ribadendo che, non appena possibile, avrebbero portato a termine degli altri colpi insieme".

Uno degli arrestati è stato trasferito presso il carcere di Arezzo, mentre un altro si trova recluso presso il carcere di Palermo. Gli altri componenti si trovano agli arresti domiciliari. 

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