Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Arezzo città più sicura della Toscana. Calano i reati, ma si impenna il senso di insicurezza: i dati tra luci e ombre

Ogni 100mila abitanti circa 245 furti in abitazione, 22,1 rapine, 226,2 truffe e frodi informatiche, 39 furti di automobili. E' la radiografia, realizzata a suon di graduatorie, del crimine nella provincia di Arezzo. I dati sono quelli pubblicati...

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Ogni 100mila abitanti circa 245 furti in abitazione, 22,1 rapine, 226,2 truffe e frodi informatiche, 39 furti di automobili. E' la radiografia, realizzata a suon di graduatorie, del crimine nella provincia di Arezzo. I dati sono quelli pubblicati alcuni giorni fa da Sole 24 Ore. Arrivano direttamente dal Ministero della Difesa e sono stati elaborati in seguito ad un minuzioso lavoro di raccolta di tutte le segnalazioni derivanti dalle forze di Polizia del Bel Paese. Si tratta di numeri che valgono alla provincia di Arezzo il 38esimo posto nella graduatoria nazionale, e il titolo di città più sicura a livello regionale.

Ma è veramente così? Le notizie di furti sembrano raccontare una realtà diversa, nella quale i cittadini si sentono inermi di fronte a una escalation di violenza. Eppure i furti denunciati dagli aretini, di fatto sono, in calo. I dati di questo 2017 ancora in itinere continuano a parlare di una diminuzione dei reati predatori. Stando alle statistiche più recenti, a fine novembre si è registrato un calo del 10 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un trend che trova conferma anche dai dati che stanno in questo periodo elaborando le altre forze dell'ordine.

Perché dunque questa enorme differenza tra la percezione dei cittadini e le statistiche? L'impatto emotivo da un lato, ma anche il fatto che ci siano periodi che tradizionalmente sono più "propizi" per i ladri, fanno impennare i senso di insicurezza. E i mesi prima di Natale sono quelli che da sempre sono più delicati e nei quali si assiste ad un sensibile incremento dei reati predatori. La cronaca offre quotidiane conferme: dalla raffica di furti a nelle aziende di Monte San Savino, alle razzie compiute proprio in questi ultimi giorni negli annessi agricoli di Campoluci, fino agli scippi e ai taccheggi nei vari mercatini.

A viziare le statistiche, in piccola misura, potrebbero essere inoltre le mancate denunce. In seguito ad un furto, dopo il sopralluogo delle forze dell'ordine, i cittadini sono invitati a recarsi in Questura o al comando dei Carabinieri per sporgere la denuncia. Se questo adempimento non viene fatto, il caso finisce nel dimenticatoio. A questo proposito, proprio nei giorni scorsi si è pubblicamente espresso il consigliere Angelo Rossi, reduce di un furto nel proprio negozio. Rossi, dopo aver pubblicato online il video di sorveglianza che immortala i ladri, si è recato in Questura, poi ha affidato a Facebook il suo appello:

L'altro giorno quando sono stato in questura per la denuncia di un furto mi ha impressionato il plico enorme che mi han fatto vedere dei loro interventi sui furti che non si sono poi tramutati in denuncia negli ultimi mesi. Tantissimi!

Volevo dire, anche se lo so che è una perdita di tempo e normalmente non porta a nulla, che invece la denuncia è importante farla e serve più senso civico.

E forse pian piano anche il gap tra statistiche e percezione si potrà assottigliare.

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