"Potevo esserci io lì, ero a casa a studiare". Da Vienna il racconto dell'attentato di una studentessa aretina

21 anni e studi ben avviati alla Luiss. Virginia è a Vienna per l'Erasmus, adesso pensa di rientrare prima del previsto. La paura si è diffusa sia per l'attentato, ma anche per il rischio di chiusura dei confini per l'emergenza Covid

Attimi di paura e sgomento, poi la consapevolezza di essere al sicuro in camera, nel secondo successivo il pensiero è andato ai genitori lontani ed è scattata la chiamata rassicurante. E' andata così domenica sera per Virginia Righi, studentessa universitaria che si trova a Vienna in questi mesi per il programma Erasmus e che ha vissuto da vicino l'attentato terroristico nella capitale austriaca. Virginia abita a Castel Focognano ma studia a Roma, alla Luiss Guido Carli, frequenta il terzo anno e ha avuto l'opportunità di studiare all'estero, a Vienna, per un semestre.

attentato-vienna2"Abito nel secondo distretto circa a 3-4 chilometri dalle zone dell'attentato, sarei potuta essere lì anche io, ma ho deciso di stare a casa perché ho da dare due esami tra pochi giorni e dovevo studiare studiare invece di godermi l'ultima passeggiata serale in centro. Domenica sera era infatti l'ultimo giorno di apertura, perché da ieri è scattato il lockdown. Di solto di sera a Vienna non ci sono molte persone in giro, ma domenica, proprio per questo motivo in molti avevano deciso di passare qualche ora fuori."

Da qui il racconto di quegli attimi, di come ha appreso la notizia:

"Mentre stavo cenando hanno cominciato ad arrivare sul telefono notizie contrastanti di quello che stava accadendo, all'inizio si parlava di una rapina, di una sparatoria, di terrorismo, fino a che nella chat universitaria gli studenti austriaci hanno fornito le informazioni più chiare: si trattava di una serie di attentati. Abbiamo visto arrivare video terribili, abbiamo avuto paura, abbiamo visto accadere quelle cose nei luoghi che frequento, dove sono stata due giorni fa dove scendo quando prendo la metro, sono stati colpiti sei punti del centro di Vienna dove sarei stata se fossi uscita quella sera, mi ha colpito profondamente."

E così è bastato qualche attimo per realizzare cosa stava accadendo poi il contatto con i genitori in Casentino. "Ho scritto ai mieri genitori che non si dovevano preoccupare che ero in casa, nel monolocale della residenza universitaria. All'interno ci sono altri italiani e con loro abbiamo seguito il susseguirsi degli eventi in diretta. Alle 22,00 ha parlato il cancelliere austrico che ci ha detto di rimanere in casa perché stavano ancora cercando di prendere gli attentatori. La mappa on line è apparsa tutta circondata di rosso e ho visto che avevano bloccato tutto il primo distretto, a meno di un chilometro da me. Hanno confermato l'attacco terroristico e ho sentito gli elicotteri volare sopra di noi fino a tarda notte."

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Uno strano silenzio si è poi diffuso nei quartieri di Vienna dove è scattato il lockdown con il coprifuoco imposto dalle 20 alle 6 di mattina. Per Virginia sono momenti di riflessione sull'esperienza all'estero e sulla voglia di tornare a casa.

"Non so ancora se resterò come previsto fino a dicembre. Le lezioni e gli esami sono state trasferiti tutti on line, quindi potrei rientrare a casa prima di Natale. Tra la paura per la chiusura possibile dei confini e l'esperienza dell'attentato ci sto pensando seriamente, anche se mi sarebbe piaciuto vivere fino in fondo questa esperienza."

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