Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Archivio Vasariano in attesa della valutazione. L'ex ministro Paolucci e l'esperto Saggiori nella commissione

L'esproprio sì è arrivato. Ma è arrivato anche il ricorso al Tar e la situazione si è di fatto congelata in attesa che il tribunale si pronunci e che prenda avvio la valutazione di indennità. Così l'estate dell'Archivio Vasariano scivola in...

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L'esproprio sì è arrivato. Ma è arrivato anche il ricorso al Tar e la situazione si è di fatto congelata in attesa che il tribunale si pronunci e che prenda avvio la valutazione di indennità.


Così l'estate dell'Archivio Vasariano scivola in una sonnolenta attesa.

Le pregiatissime carte appartenute al grande Giorgio rimangono lì al proprio posto aspettando di conoscere il proprio destino e il "nuovo proprietario".




Dopo un passato tormentato, un anno fa circa la Direzione generale degli Archivi (retta da Gino Famiglietti) del Ministero dei Beni Culturali aveva avviato la procedura di esproprio nei confronti dei fratelli Festari, eredi dei Rasponi Spinelli che dal 1600 ne erano i possessori.
Il dicastero nel proprio atto poneva l'accento su quella "dichiarazione di pubblica utilità" che consentirebbe il passaggio delle preziose carte nelle mani delle istituzioni. Allo stesso tempo veniva contestato ai Festari di non permettere consultazioni del materiale e non organizzare eventi di rilievo per i manoscritti. Un passaggio che, neanche a dirlo, nel ricorso dei Festari venne contestato sottolineando esattamente il contrario e portando ad esempio la mostra che sarebbe dovuta avvenire in palazzo di Fraternita lo scorso ottobre ma che, all'ultimo tuffo venne stoppata a pochi giorni dal via dalla Soprintendenza.


La parola dunque è passata al Tar chiamato ad esprimersi sull'ennesima diatriba sul prezioso archivio.
L'ultimo "schiaffo" in faccia era poi arrivato qualche mese fa con il recapito dell'indennizzo notificato per l'esproprio: il valore dell'archivio, secondo il ministero, è pari ad 1,5 milioni di euro.


"Come è possibile - avevano allora sostenuto i fratelli Festari - che una lettera di Michelangelo possa valere 200 euro?".

Uno scandalo per i quattro fratelli che hanno da subito manifestato la propria indignazione per la scarsa e poco attendibile stima di quelle stesse carte che, nel 2009 a loro dire, erano quasi state vendute al magnate russo Vassily Stepanov per 150 milioni di euro.


Con il diniego e l'impossibilità espressa dai Festari ad accettare l'indennizzo ha di fatto preso il via un altro step che ha portato alla costituzione del collegio per la valutazione di indennità.


La famiglia Festari, attraverso il proprio avvocato Guido Cosulich, ha indicato il nome di Renato Saggiori. Guru del settore, negli anni passati a prestato consulenza sulla veridicità di carte leopardiane e, più recentemente, ha smascherato falsi storici come alcuni diari attribuiti a Hitler e Mussolini.
Per quello che riguarda invece la parte nominata dal tribunale, il presidente Clelia Galantino ha indicato il nome di Antonio Paolucci, ex ministro ed ex responsabile dei Musei Vaticani.
Un nome che però non piace alla famiglia Festari poiché Paolucci in passato si è già interessato di Arezzo e dell'Archivio e, per tanto, potrebbe esservi conflitto di interesse.
Ancora vacante il rappresentante dello Stato.


"Stiamo attendendo ulteriori sviluppi - spiega l'avvocato Cosulich - sono convinto che se il nostro caso sarà approfondito l'esproprio verrà immediatamente revocato in quanto non poteva neppure essere presentato. Inoltre sono convinto che dovrà essere rivista la parte riguardante al valore economico. A nostro avviso la cifra stimata non solo è troppo bassa ma non ha alcun riscontro nel libero mercato".





Resta da comprendere quali potrebbero essere le mosse del Ministero dei Beni Culturali qualora, e semmai, il valore di quelle carte così uniche trovasse corrispondenza con la cifra stimata dagli attuali proprietari che oscilla tra i 150 e i 200 milioni di euro.
L'indennizzo verrebbe ugualmente corrisposto? Oppure l'esproprio si stopperebbe?




32 faldoni e 6600 carte. Questo il tesoro che è attualmente custodito all'interno delle mura di Casa Vasari in via XX settembre.

Tre faldoni in passato sono finiti attraverso un mercante svizzero alla Beinecke Library di Yale e da allora mancano alla "collezione" che, a causa di un vincolo pertinenziale del 1994, è legata per sempre alla casa museo dove visse il grande Giorgio.


Vasari nel suo testamento aveva disposto che le sue carte, in caso di estinzione della discendenza maschile, andassero alla Fraternita dei Laici di Arezzo. Ma così non fu, poiché uno dei esecutori testamentari tenne l'archivio per sé. Le carte così rimasero sepolte per secoli tra i documenti della famiglia Spinelli, poi Rasponi Spinelli. Nel 1908 venne riscoperto da Giovanni Poggi e del 1921 è il deposito presso Casa Vasari. Le carte sono dal 1985 in proprietà Festari.

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