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Lunedì, 8 Agosto 2022
Cronaca Civitella in Val di Chiana

"Nel 2023 l'Appello per Helenia, vogliamo giustizia". Evento benefico in sua memoria il 30 luglio

L'avvocato della famiglia: "Continuiamo a batterci". Presentato stamani l'appuntamento Music for Helenia: il ricavato per l'Ippoasi di Pisa dove la giovane morta nell'incidente di Ristradelle faceva volontariato d'estate

E' stato presentato questa mattina un evento di beneficenza in memoria di Helenia Rapini, l'educatrice cinofila amante degli animali morta a 29 anni in un tragico incidente stradale avvenuto il 6 novembre 2019 a Ristradelle di Olmo, alle porte di Arezzo.

Music for Helenia

L'appuntamento è stato svelato al Circolo Acli di Badia al Pino, alla presenza dei familiari della giovane, del fratello di Helenia, Gianni Rapini, di Paolo Pacelli di Radio Effe, partner dell'iniziativa, e del sindaco di Civitella della Chiana, Andrea Tavarnesi. L'evento si terrà il prossimo 30 luglio dalle 18 alle 24: sarà un dj set dal titolo "Music for Helenia", nei locali del circolo di Badia al Pino. Un evento in cui si esibiranno numerosi dj, colleghi di Gianni Rapini, gratuitamente. L'appuntamento, ad ingresso libero, sarà l'occasione per raccogliere fondi a sostegno dell'Ippoasi di Pisa, un rifiugio per animali in difficoltà, dove Helenia andava a fare volontariato ogni estate.

Il punto sul processo

La conferenza stampa di stamani è stata anche l'occasione per fare il punto sul procedimento giudiziario che riguarda il conducente della vettura, accusato di omicidio stradale e assolto in primo grado. L'avvocato della famiglia Rapini, Francesco Valli, spiega: "La prima udienza del processo di Appello - presso la corte d'Appello di Firenze - è stata proposta per il 2023. Quella di primo grado è stata una sentenza del tutto ingiusta, primo caso in italia in cui si si viene assolti da omicidio stradale per un colpo di sonno. Pur non essendo parte civile nel processo di primo grado, ci batteremo, come fatto finora premendo per l'Appello, affinché sia fatta giustizia".

Nel ricorso in Appello fatto, la Procura di Arezzo parla di una sentenza "frutto di una inadeguata valutazione dei fatti e di una mancata considerazione di elementi di prova determinanti, indotta da gravi criticità nello svolgimento delle prove tecniche (perizia medico legale e consulente tecnico di parte) che hanno portato ad una decisione errata in punto di fatto". Secondo la Procura, non sarebbe stato dato il giusto peso al fatto che l'uomo, a causa di un periodo di forte stress, stesse utilizzando un farmaco contro l'insonnia, il Delorazepam.

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