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Caso Martina, procuratore generale chiede tre anni di condanna per i due aretini. Il padre: "Spero finisca come in primo grado"

Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni furono condannati in primo grado e poi assolti in appello. La cassazione ha riportato tutto di fronte alla corte fiorentina

Bruno Rossi e Franca Romualdi era presenti in aula, come sempre da 10 anni a questa parte. L'inizio del processo d'appello bis per la morte della loro unica figlia Martina, li ha portati di nuovo al tribunale di Firenze, lo stesso dove i due giovani aretini imputati - Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni - furono assolti.  Oggi il procuratore generale Luigi Bocciolini ha pronunciato la sua requisitoria, al termine della quale è arrivata una richiesta di condanna per l'unico reato per il quale sono imputati: tentata violenza sessuale di gruppo. Come avvenuto in primo grado, sono stati chiesti tre anni a testa.  E proprio prima dell'udienza che il padre della giovane ha parlato delle speranze riposte in questo nuovo procedimento. 

Caso Martina,  parte il processo d'appello bis

"Spero - ha dichiarato ad AdnKronos - che questo nuovo appello confermi la condanna di primo grado, quella arrivata prima che in appello venisse cancellato tutto. Martina non è caduta dal balcone per sua volontà, ma perché cercavano di farle fare qualcosa che non voleva fare. Spero in una condanna anche se ormai chi ruba una mela al supermercato ha una pena maggiore di chi ammazza una persona". 

Gli avvocati difensori dei due giovani - che stamani erano presenti in aula - Stefano Buricchi per Vanneschi e Tiberio Baroni per Albertoni, hanno chiesto la riapertura dell’istruttoria e di poter ascoltare testimoni che a loro avviso potrebbero apportare nuovi elementi,  come i poliziotti delle prime indagini in Spagna e la testimone oculare Francisca Puga, cioè la cameriera che raccontò di aver visto Martina precipitare. 

Gli stessi avvocati hanno chiesto la ricusazione del collegio giudicante, per "indebita variazione dei criteri tabellari". Un altro collegio dovrà esprimersi in merito entro il 28 aprile, giorno in cui è stata fissata la terza udienza e nel quale, se non venisse accolta la richiesta di riaprire l'istruttoria, potrebbe arrivare la sentenza. 

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