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Moretti, interrogatorio fiume in Procura: "Ecco perché ci sono società non intestate a me"

E' possibile che i legali avanzino l'istanza per chiedere al giudice di valutare se possa essere revocare la misura cautelare o la si possa sostituire con una misura meno afflittiva. 

Sei ore di confronto serrato - ma senza tensioni - con il pubblico ministero. Sei ore di domande e risposte per ricostruire l'intera vicenda che ha portato al terremoto del Gruppo Moretti. L'interrogatorio fiume di Andrea Moretti ha preso il via questa mattina alle 10 ed è proseguito senza soste fino alle 16. 

Dalla fine dello scorso novembre Andrea e il padre Antonio Moretti sono agli arresti domiciliari in seguito agli esiti di un'inchiesta sull'autoriciclaggio. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno portato al fermo  per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, bancari, fallimentari e riciclaggio.

Insieme ai legali Niki Rappuoli e Cordeiro Guerra, Moretti  si è recato nell'ufficio del pm Marco Dioni, che è titolare dell'inchiesta. Avrebbe ripercorso le vicende contestate offrendo spiegazioni, cercando di chiarire gli aspetti ritenuti fumosi e avrebbe presentato nuova documentazione a suffragio delle sue tesi. Proprio durante il confronto con il pm ha cercato di spiegare i rapporti con Stefano Roma. La sua figura sarebbe stata evocata nel momento in cui sarebbero stati ripercorsi i passaggi di denaro da una società all'altra (dai quali deriva l'accusa di autoriciclaggio). Passaggi che secondo Moretti sarebbero avvenuti alla luce del sole. 

Un interrogatorio particolarmente approfondito, con Moretti che si sarebbe dimostrato collaborativo. Non avrebbe cercato di ridimensionare le accuse, ma avrebbe tentato di puntare una luce diversa su molti degli aspetti contestati. Tra quelli ritenuti più compromettenti dagli inquirenti ci sarebbe stata la mancata presenza in prima linea dell'imprenditore in numerose società. Moretti avrebbe spiegato di aver gestito personalmente le attività, ma di aver intestato a moglie, amico, commercialista e a una persona fiduciaria tali società perché, visti i problemi con le banche avuti dal padre con alcune imprese del quale Andrea era amministratore, se si fosse esposto di più avrebbe rischiato difficoltà di accesso al credito presso varie banche. Avrebbe inoltre presentato anche documenti e atti notarili - che sarebbero anche stati consegnati alla Procura - dai quali emergerebbe la presenza di Moretti al vertice di tali società.

Sostenuto dai legati, Moretti ha anche spiegato di aver avviato i primi contatatti con l'Agenzia delle Entrate per regolarizzare la propria posizione. 

Adesso sarà il pm Dioni a valutare quanto sostenuto da Moretti durante l'interrogatorio e a compiere i prossimi passi.  E' comunque possibile che i legali avanzino l'istanza per chiedere al giudice di valutare se possa essere revocare la misura cautelare o la si possa sostituire con una misura meno afflittiva. 

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