Amsterdam amara, truffati studenti Erasmus di Arezzo: c'è un cinema invece della casa in affitto

Erano tutti intenzionati a trasferirsi per un breve periodo in Olanda, alle porte di Amsterdam, per studio o lavoro. Studenti Erasmus per lo più. Speravano di aver trovato un buon appartamento economico, sono stati truffati. Le vittime sono dei...

Polizia-Postale

Erano tutti intenzionati a trasferirsi per un breve periodo in Olanda, alle porte di Amsterdam, per studio o lavoro. Studenti Erasmus per lo più. Speravano di aver trovato un buon appartamento economico, sono stati truffati.

Le vittime sono dei ragazzi aretini, poco più che ventenni, decisi a fare un'esperienza all'estero. Il loro viaggio di formazione ha trovato da subito un fastidioso ostacolo: le abitazioni che avevano scelto per il soggiorno, in realtà, non esistevano. Cinque casi diversi - una decina i giovani frodati - in pochi mesi in provincia di Arezzo. L'ultima denuncia alla polizia postale risale a martedì scorso.

Responsabile della frode online un 47enne tedesco, già individuato e braccato dall'Interpol, dopo decine e decine di segnalazioni dalle forze di polizia di mezza Europa. Un truffatore seriale che ha mietuto vittime in più parti d'Italia. L'uomo, spostandosi tra Germania, Olanda e Belgio, è riuscito - in pochi mesi - ad accumulare un sostanzioso bottino, grazie alle caparre che gli sono state versate dalle vittime in cerca di abitazione.

Identico il meccanismo fraudolento messo in atto. L'uomo pubblicava annunci di case economiche in affitto nelle periferie di grandi città, molto appetibili, soprattutto da parte di studenti senza grandi mezzi a disposizione. I periodi di soggiorno andavano dai sei mesi a un anno. Ghiotta - per il tedesco - la possibilità di incassare una lauta caparra, sempre sopra i mille euro. Come per i cinque casi di Arezzo.

Il 47enne è riuscito a farsi versare ogni acconto in Costa d'Avorio e in Inghilterra, sempre attento a scegliere formule di pagamento che non prevedessero l'esibizione di un documento d'identità per poter ritirare le somme. Così, servendosi di complici a cui elargiva una percentuale del provento illecito, è riuscito a mettere a segno decine e decine di truffe. Anche se il cerchio attorno a lui si sta stringendo.

Rimane il forte disagio dei truffati, il cui entusiasmo per il trasferimento si è tramutato repentinamente in delusione, una volta scoperto che le case per le quali avevano versato la caparra, in realtà, non esistevano. Al loro posto, agli indirizzi segnalati, sorgevano invece un cinema, un negozio di fiori, un'edicola.

@MattiaCialini

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