Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Amianto sulla E45, i risultati sulla perizia in incidente probatorio: "Nel terreno minerali banditi dal 1994"

I dati dei prelievi sulla piazzola e sul terreno stoccato non corrispondono: le difese hanno chiesto di ascoltare un altro consulente in incidente probatorio.

Le indiscrezioni sulla perizia sono state confermate questa mattina in incidente probatorio: sulla terra prelevata dalla piazzola franata lungo la E45, all'altezza di Pieve Santo Stefano è presente amianto. I sospetti dei Carabinieri forestali hanno trovato riscontro nelle parole del perito nominato dal gip, l'ingegner Luigi Boeri di Livorno. Uno studio quello di Boeri, blasonato, che ha condotto accertamenti anche sulla Terra dei fuochi e per il caso Moby Prince. Questa mattina, in incidente probatorio, ha illustrato i risultati della perizia dalla quale emerge la presenza di amianto molte volte superiore al consentito. Sulle analisi effettuate sul terreno trasferito e stoccato in un altro luogo dall'azienda incaricata dei lavori, si parla addirittura di una quantità del 350 per cento superiore ai limiti di legge. Ovvero 3470 milligrammi per chilo contro una quantità massima ammessa pari a 1000 millimetri. 

Dati questi che, in realtà, non sarebbero stati riscontrati anche sulla piazzola. Tale discrasia potrebbe essere addebitata al fatto che nel luogo di stoccaggio il terreno sarebbe stato mosso e compattato. In questo modo si sarebbero infranti i cristalli di serpentino, minerale che contiene l'amianto, facendo disperdere le fibre e quindi portando ai risultati presentati in aula. Il serpentino, come gli altri minerali, è fuori legge dal 1994.

I legali della difesa (Acuti e Alboni per l'azienda che si è occuapata del trasporto dei materiali e di messa in sicurezza della piazzola e Melani Graverini per l'impresa che si è occupata dello stoccaggio del terreno)  a tal proposito hanno chiesto di poter rinviare la conclusione dell'incidente probatorio al 21 novembre, quando verrà esaminato un altro consulente. Si tratta del perito nominato dal pm Roberto Rossi, il dottor Battaglini, dalla cui relazione erano emersi aspetti che potrebbero chiarire questa differenza tra i campioni prelevati. 

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