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"Prima che l'albero cada serve un'oculata gestione". L'intervento dell'ordine degli agronomi e forestali

Il presidente Marcello Miozzo spiega quello che è successo e cosa può essere fatto per prevenire incidenti di questo tipo, auspicando il coinvolgimento dei professionisti del settore

L'Ordine degli agronomi e dei forestali della Provincia di Arezzo interviene dopo l'evento di pioggia e vento che si è verificato ieri pomeriggio e che ha fatto cadere un platano su un parcheggio di motorini e auto a Campo di Marte, di fronte al negozio di giocattoli Bobini.

Il presidente Marcello Miozzo spiega quello che è successo e cosa può essere fatto per prevenire incidenti di questo tipo, auspicando il coinvolgimento dei professionisti del settore.

"Fenomeni di maltempo si susseguono sempre più frequentemente nelle città. I danni conseguenti sono per lo più causati da alberi che cadono improvvisamente spinti dalla forza del vento. E’ quello che è successo recentemente ad Arezzo in Via Leon Battista Alberti, nei pressi del supermercato di Campo di Marte. Spinto dal forte vento e dalla pioggia intensa, un grosso platano è caduto nel tardo pomeriggio di venerdì scorso sulla strada e sul parcheggio di motocicli adiacente, facendo danni a sole cose, fortunatamente, non a persone. Il rischio di crolli improvvisi di alberi nelle città non può essere azzerato. Può essere tuttavia ridotto sensibilmente attraverso un’oculata gestione."

"Il patrimonio arboreo della città, infatti, è costituito da organismi viventi che - in quanto tali - non solo nascono, crescono e muoiono, ma possono anche deperire e cadere anzitempo. Il processo di gestione del rischio di crollo arboreo si articola in diverse fasi: identificazione del rischio, analisi, valutazione e trattamento. Ciò presuppone che il tecnico comunale abbia una profonda conoscenza non solo degli alberi che è chiamato a gestire, ma anche della loro vitalità e delle azioni più efficaci per mantenerli in salute o per curarli. Deve dunque conoscere la consistenza del patrimonio arboreo della città e i metodi di indagine più appropriati per valutare la vitalità e la stabilità di ciascun albero che lo compone. Di metodi di indagine ne esistono diversi basati essenzialmente su principi della biomeccanica, su principi tomografici o penetrometrici. Tutto questo deve essere svolto da personale preparato, adeguatamente formato e non improvvisato."

"Dottori agronomi o forestali, profondi conoscitori dell’anatomia e della fisiologia degli alberi, si occupano da tempo di censimento del patrimonio arboreo delle città e della relativa mappature del rischio di crollo. Ci auguriamo che le recenti vicende portino ad un maggiore coinvolgimento di tecnici e professionisti con le specifiche competenze per poter intervenire nel breve e medio periodo nella corretta gestione del verde della città."

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