Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

"La ruspa non partiva e Mugnai aiutò il vicino col suo booster". Pochi giorni dopo, la tragedia. Eseguita la perizia balistica

Nuovi dettagli sulla vicenda emergono in attesa dei risultati dell'esame balistico eseguito dagli esperti del Racis

"Pochi giorni prima della tragedia quella ruspa non partiva. Allora Dodoli chiese aiuto a Mugnai. Il vicino prese il proprio booster e insieme fecero ripartire l'escavatore". Nessuno ancora si sarebbe mai immaginato che un rapporto tra vicini, fatto - è vero - di incomprensioni ma anche di disponibilità e aiuto, sarebbe culminato in una notte di follia. Il 59enne di origini albanesi, infatti, la sera della vigilia dell'Epifania salì su quella ruspa e assaltò la casa dove Sandro Mugnai stava cenando insieme ai suoi familiari. Il 53enne aretino, dopo attimi di terrore, imbracciò la carabina e sparò. Il primo colpo a terra - avrebbe detto in incidente probatorio di fronte al gip - gli altri quattro, fatali, diretti a Dodoli. 

Proprio quei colpi esplosi in un momento di massima concitazione sono stati ieri al centro dei rilievi condotti dal Racis di Roma. L'unità speciale dell'Arma ha raggiunto il casolare di San Polo e condotto gli accertamenti disposti dalla procura. Sul posto erano presenti anche due consulenti di parte. 

L'intento della Procura sarebbe quello di accertare quanto avvenuto e dare riscontro alle parole pronunciate da Mugnai durante l'interrogatorio. E' stato lo stesso 53enne, assistito dai legali Marzia Lelli e Piero Melani Graverini, a raccontare agli inquirenti quanto avvenuto, spiegano di aver esploso i colpi non appena aveva realizzato che la ruspa, quella che lui stesso, come ha raccontato ai propri legali, pochi giorni prima aveva aiutato a mettere in moto - non si sarebbe fermata. 

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