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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Il caso delle aggressioni alle infermiere aretine. La Asl: "Sono quadruplicate in un anno"

Le vittime di violenze, sia fisiche che verbali, in ambito sanitario sono soprattutto operatori infermieristici, in particolar modo le donne (nell'80% dei casi). I dati dell'azienda sanitaria

Sabato 12 marzo 2022 si celebra la “Giornata Nazionale contro la violenza sugli  operatori sanitari” istituita dal Ministero della Salute. Nella Asl Toscana sud est, nell’ultimo anno, è quadruplicato il numero degli eventi segnalati.
"Questa giornata sia l’occasione per rendere i cittadini più consapevoli. Gli atti di pochi vanno a danno di tutta la comunità", spiega una nota dell'azienda sanitaria.

I dati della Asl

La Asl Toscana sud est, in linea con le indicazioni della Regione Toscana celebra questa giornata che concentra la sua attenzione non solo sugli eventi in cui i lavoratori sono minacciati, aggrediti o abusati nel loro posto di lavoro, ma anche per ribadire il sostegno e la vicinanza ai propri operatori che in questi anni sono stati oggetto di minacce ed offese.

"I professionisti sanitari della Asl Tse sono inesauribili motori del Sistema Sanitario Nazionale e affrontano ogni giorno, con perseveranza, tutte le sfide necessarie per garantire servizi puntuali ed efficienti - dice la Asl -. In questi anni vi è stato un impegno costante al fine di individuare tutte le possibili strategie per ridurre i  rischi.
Nel solo anno 2021 sono stati segnalati, nell’ambito della nostra azienda, 128 episodi di aggressione, un numero quasi quadruplicato rispetto all’anno precedente. E' presumibile che questo aumento sia correlato all'emergenza Covid, che ha portato varie restrizioni e un diffuso disagio psicologico ed emotivo, sia nei pazienti e loro familiari, sia tra gli operatori sanitari. Tra i casi di violenza segnalati nel 2021, nel  23% dei casi si è trattato di episodi di violenza fisica e nel 77% di violenza verbale. Nella maggior parte dei casi le vittime sono stati infermieri (57,7%) e oltre l'80% di questi eventi riguarda le donne. In questi casi la nostra azienda ha messo a disposizione un sostegno psicologico presso lo sportello d’ascolto per le vittime di violenza ed aggressione".

Questi dati, in linea con quelli nazionali, sono il frutto di un monitoraggio realizzato attraverso un questionario specifico per operatori del Pronto Soccorso e di altre strutture aziendali, e purtroppo sono solo una minima parte rispetto a quelli che realmente si verificano giornalmente nelle strutture sanitarie. "Da questo monitoraggio emerge anche che la percezione del rischio di aggressione è più elevata nelle donne che lavorano in sanità che manifestano maggiori timori di incorrere in situazioni potenzialmente pericolose. Oggi vogliamo, soprattutto, rinsaldare l’alleanza tra sistema sanitario e cittadini  quale unica strada da percorrere per mantenere gli alti livelli di assistenza e cura per i cittadini che tutti assieme abbiamo raggiunto. Un ringraziamento a tutti coloro che pur in questa difficile fase hanno confermato la fiducia nei servizi nel rispetto e nella stima reciproca con gli operatori", conclude la nota.

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