Pestato dal branco per aver difeso l'amico: tre minorenni e un 18enne denunciati

L'episodio è quello ricostruito nel dettaglio dai carabinieri della compagnia di Bibbiena i quali, nelle scorse ore, hanno portato a conclusione una delicata e complessa attività di indagine

Prima hanno aggredito il suo amico sferrandogli un pungo in faccia poi, dopo la sua sgradita intromissione, hanno iniziato a minacciarlo sui social promettendogli di sistemare i conti anche con lui. E da ultimo quei conti sono stati “risolti” con un vero e proprio pestaggio messo in scena una sera qualsiasi di ottobre.

La vicenda è quella ricostruita dai carabinieri della compagnia di Bibbiena che, nelle scorse ore, hanno portato a termine una delicata indagine conclusasi con la denuncia di tre minori e un 18enne. Tutto è cominciato ad inizio ottobre. Un 17enne e un 15enne del Casentino si trovavano in centro a Bibbiena. Ad un certo punto hanno incontrato un gruppo di coetanei. Uno sguardo torvo, forse qualche parola di troppo, ed ecco che in un istante si sono riaccesi vecchi dissapori e il 15enne si è beccato un pugno in faccia. L’amico dopo aver assistito alla scena si è rivolto agli aggressori chiedendo le ragioni di tale comportamento senza però, apparentemente, ricevere spiegazioni valide. La vicenda sembrava essersi conclusa lì. La vittima dell'aggressione inoltre, aveva scelto di non segnalare l’accaduto. Ma stando a quanto appurato dai carabinieri l’aggressore, anche lui 15enne, non aveva affatto digerito l’intromissione da parte di quell’altro ragazzo e così ha iniziato ad insultarlo insulti e minacciarlo sui social promettendogli una spedizione punitiva.

Il 17 ottobre scorso, il 17enne, si trovava a cena in un locale del centro di Bibbiena. A metà serata è uscito fuori dall’esercizio per salutare alcuni amici e si è trovato davanti l’autore del pestaggio ai danni dell’amico. Quest’ultimo lo avrebbe invitato a seguirlo e, al suo netto rifiuto, gli ha sferrato un pugno in volto facendolo cadere a terra. Il 17enne è rientrato all’interno del locale per asciugarsi il volto dal sangue. Qualche istante dopo, ecco che fuori dal ristorante si è presentato l’intero branco del 15enne. In un istante il 17enne è stato scaraventato a terra di nuovo ed ha preso il via il pestaggio di gruppo. Calci, insulti, pugni. L’aggredito, in seguito a quanto subito, ha riportato la frattura del naso e varie contusioni giudicate guaribili in 30 giorni.

Un episodio di estrema gravità che ha spinto i carabinieri di Bibbiena ad avviare una minuziosa attività di indagine tesa a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e dei motivi che avevano portato ai due episodi di aggressione.

“È ancora vivo nella memoria di molti, il ricordo di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso proprio durante un “pestaggio” a Colleferro, in provincia di Roma - sottolinea il comandate della compagnia di Bibbiena, Giuseppe Barbato - Non è tollerabile che dissapori sorti per qualsivoglia motivo, possano condurre ad espressioni di violenza gravissime e che solo per fatalità, non si trasformano poi in tragedie. È possibile ancora intervenire. Siamo tutti coinvolti nel trasmettere a questi giovani valori diversi e una prospettiva diversa di risoluzione dei “contenziosi” coi coetanei. Il giovane di Colleferro è morto proprio in conseguenza delle lesioni subite, calci a terra che hanno spappolato cuore e fegato. La nostra attività di indagine è stata condotta con particolare severità e ci si augura, non dover più intraprendere per fatti analoghi”.

Le indagini si sono avvalse della perizia degli inquirenti, della conoscenza del territorio, dei luoghi, delle persone e “si sono basate su riscontri testimoniali, posti in una cornice investigativa solida che ha permesso di incastrare gli autori dei fatti. Per il momento sono state vinte molte resistenze a rendere dichiarazioni ma permane qualche chiaroscuro cui dare risoluzione”. 

A finire nei guai, come detto, sono stati un 15enne, un 16enne, un 17enne, e un 18enne, tutti casentinesi, alcuni con piccoli precedenti, altri semplici studenti e altri ancora in cerca di lavoro. Sono stati denunciati a piede libero all’autorità giudiziaria minorile ed ordinaria per il reato di lesioni aggravate, delitto ricompreso in quelli contro la vita e l’incolumità individuale, per il quale le pene vanno dalla reclusione alla multa.

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