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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Affaire "fagiani d'oro": di nuovo tutti assolti. La Corte d'Appello conferma la sentenza di primo grado

Il caso dei "fagiani d’oro" era scoppiato in seguito all’indagine madre sugli stipendi dei presidenti degli ambiti territoriali di caccia e le indagini partirono in seguito alla segnalazione della ditta sconfitta

Anche la corte d'appello di Firenze ha confermato, con formula piena, l'assoluzione di ciascuno degli indagati dell'affaire "fagiani d'oro". Secondo la corte fiorentina nessuno dei fatti contestati sussisterebbero. La vicenda era balzata agli onori della cronaca locale dopo che la procura di Arezzo aveva aperto un'inchiesta riguardante l'acquisto di migliaia di fagiani usati per ripolare la fauna venatorio dell'Atc (Ambienti territoriali di caccia). La titolare del fascicolo, il pm Julia Maggiore, riteneva che si fossero verificate irregolarità nella gara d'appalto riguardanti sia il prezzo dei singoli animali, giudicato eccessivo, si il fatto che la gara fosse stata costruita per agevolare una ditta in particolare. I fatti contestati risalgono al triennio tra il 2010 e il 2013. Per il titolare dell’azienda fornitrice erano stati chiesti un anno e 4 mesi, un anno per il segretario generale della Provincia di Arezzo all'epoca dei fatti e altrettanto per il presidente dell’Atc che in quel periodo era Giorgio Kwiatovksi, alcuni mesi per gli altri componenti dell’Atc, l’ambito territoriale di caccia. Nell'ottobre del 2017 la corte aretina senteziò l'assoluzione da tutte le accuse contestate. Scelta ribadita ieri anche in appello.

Il caso dei "fagiani d’oro" era scoppiato in seguito all’indagine madre sugli stipendi dei presidenti degli ambiti territoriali di caccia e le indagini partirono in seguito alla segnalazione della ditta sconfitta. A curare la difesa degli imputatigli avvocati Piero Melani Graverini, Francesco Maresca, Luca Visori e Francesco Bertini. 

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