Inchiesta Coingas. Le accuse della procura: "Macrì fu istigatore e beneficiario"

Francesco Macrì, prima di diventare presidente Estra, era consigliere comunale in forza a Fratelli d'Italia dal 2015 (anno dell'elezione di Alessandro Ghinelli sindaco)

Francesco Macrì, presidente Estra spa

Era il 12 settembre del 2016 quando l'assemblea dei soci di Estra Spa nominò Francesco Macrì presidente della società. Una scelta supportata anche dall'allora amministratore unico di Coingas, Sergio Staderini, che chiese ed ottenne ai Comuni soci l'autorizzazione ad indicare Macrì come numero uno della società che gestisce il servizio di fornitura energetica. Un passaggio niente affatto banale visto che la società partecipata Coingas è a sua volta socia e titolare, per statuto e patti parasociali, del potere di nomina del membro del consiglio di amministrazione di Estra. L'assemblea dei soci Coingas, costituita dai sindaci dell'Aretino presenti con partecipazioni pari al 92%, approvò l'indicazione di Staderini esprimendo una percentuale favorevole del 52% (per il sì votarono i comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino, Anghiari, Subbiano, Monterchi). L'astensione raggiunse il 40%, non ci fu nessun voto contrario. In quell'occasione Staderini dichiarò inoltre, che "il profilo di Francesco Macrì ha tutte le caratteristiche, sia per competenze manageriali, politiche, amministrative e istituzionali per ricoprire il ruolo di presidente di Estra funzionalmente al raggiungimento degli obbiettivi prefissati”.

Francesco Macrì, prima di diventare presidente Estra, era consigliere comunale in forza a Fratelli d'Italia dal 2015 (anno dell'elezione di Alessandro Ghinelli sindaco). Ed è proprio questo aspetto che ha destato più di una perplessità alla procura della Repubblica di Arezzo. Il pm Andrea Claudiani, titolare dell'inchiesta sugli scandali riguardanti le partecipate, sostiene che la nomina di Macrì non sarebbe dovuta avvenire visto che "il conferimento di incarichi di amministrazione in enti privati in controllo pubblico, quale Estra era, a coloro che avessero rivestito nell'anno precedente la carica di consigliere comunale in Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti ed essendo il Macrì, alla data della nomina o comunque immediatamente prima, membro del consiglio comunale di Arezzo".

A questo si aggiungerebbe, sempre secondo la procura, un'altra violazione che "stabilisce a carico degli amministratori locali gli obblighi di imparzialità e di buona amministrazione, essendo stato Macrì preposto alla carica in assenza di ogni istruttoria e valutazione in merito alla idoneità e sulla base di pregiudiziali ed arbitrarie determinazioni ed allo scopo di vantaggi nella competizione politica".

"La procura - come si legge nelle carte - lo considera istigatore e beneficiario". In più la nomina gli ha garantito "un ingiusto profitto patrimoniale di 120mila euro annui nonchè l'attribuzione di una posizione di prestigio e potere derivante dalla gestione delle ingenti disponibilità finanziarie e delle attività economiche di Estra". Francesco Macrì è accusato di abuso d'ufficio insieme a Sergio Staderini, ex presidente del consiglio di amministrazione di Coingas, Alessandro Ghinelli e Alberto Merelli, rispettivamente sindaco e assessore del Comune di Arezzo, socio di maggioranza di Coingas per la sua nomina alla presidenza di Estra.

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