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Giovedì, 7 Dicembre 2023
Cronaca

"Abbracci per la Palestina", l'iniziativa di Tamer: a Lucca Comics con un cartello per non dimenticare

Aretino di adozione, palestinese di nascita, con una iniziativa all'insegna della non violenza parla della sua terra di origine

"I miei nonni si sono sposati a Betlemme, in una Palestina libera. Io sono nato nel 1982 a Ramallah e sono stato battezzato nella basilica della Natività, sempre a Betlemme, ma in una Palestina già occupata". Così si presenta Tamer Hasbun, sul suo profilo Instagram. Aretino di adozione, fratello dello Chef Shady, Tamer ha deciso di fare qualcosa affinché resti viva l'attenzione sulle condizioni di vita dei palestinesi in questi drammatici giorni. E lo ha fatto "dispensando abbracci" in occasione di Lucca Comics. Un'iniziativa insolita, che contrappone alle agghiaccianti immagini di guerra, il calore di un gesto che non ha confini. 

"E' stata un'idea che mi è venuta di getto, dopo alcune prese di posizione da parte di artisti come Zero Calcare, che hanno deciso di non partecipare più alla manifestazione in quanto patrocinato da Israele. Io però ho deciso di andarci. Sono contrario alla violenza, in ogni sua forma, e così ha pensato di fare la mia parte, parlando del popolo palestinese e offrendo abbracci". Tra gli stand dell'iniziativa è così apparso nei giorni scorsi Tamer: con sé aveeva un cartello sul quale c'era scritto "Free Hugs from/for Palestine". 

Una giornata intensa, foriera di emozioni. "Alcuni si fermavano, leggevano il cartello e si allontanavano. Molti hanno contraccambiato l'abbraccio, mostrando tanta solidarietà. Nessuno si è opposto. Nonostante la giornata di pioggia, in tanti si sono trattenuti a parlare con me e ho così potuto raccontare della vita in Palestina". 

"Abbracci dalla e per la Palestina"

Tamer ha tre zii e numerosi cugini nel suo paese di origine. "Attualmente non sono nella striscia di Gaza, si trovano in Cisgiordania. Ma la situazione anche lì è davvero molto tesa. Personalmente sto vivendo con molta apprensione questa situazione Anche se sono ad Arezzo, a chilometri di distanza, dormire è difficile. Il pensiero corre sempre verso la Palestina. Vorrei raccontare a tutti cosa sta accadendo. Vorrei dire come, ad esempio, un mio cugino cristiano sia stato arrestato senza aver commesso reati e trattenuto otto mesi in una cella. Di come quotidianamente, anche prima della guerra, tanti rischiassero la vita. Del fatto che in Palestina a novembre dovrebbero nascere circa 5mila bambini, ma non ci sono più strutture dove le mamme possano partorire. Ci sarebbero tantissime cose da raccontare, ed è doloroso rendersi conto che nessuno vede e che molti si girano dall'altra parte". 

Intanto però con i suoi abbracci regalati a Lucca Comics ha iniziato ad alzare un velo. "Adesso vorrei proporre per il prossimo anno il patrocinio dello stato Palestinese", dice.

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