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Cronaca

Tragedia di Lorenzo, quell'ala chiusa e il paracadute di riserva che non si sarebbe aperto

Il dramma avvenuto nel pomeriggio di domenica 23 giugno secondo gli inquirenti potrebbe essere dovuto ad un malfunzionamento dell'attrezzatura

L'ala chiusa del parapendio, la caduta veriticale, la probabile mancata apertura del paracadute di riserva: Lorenzo Bruni è morto così, tra le montagne che amava, di fronte ad un panorama dalla bellezza infinita.

Oggi per la famiglia Bruni è stato uno dei giorni più difficili: quello nel quale i parenti più stretti sono stati chiamati a riconoscere la salma che si trova presso l'ospedale di Lecco. 

Lorenzo, consulente finanziario con la passione per il parapendio

Lorenzo, 31 anni, viveva da alcuni mesi a Milano dove lavorava per il colosso Deloitte. Era appassionato di parapendio e aveva il brevetto: a questa passione dedicava il suo tempo libero. E anche ieri aveva raggiunto Alpe Giumello, nell'anello di monte Muggio, a circa 1.500 metri d'altitudine, da dove è decollato. Spiccato il volo, però, qualcosa non è andato per il verso giusto: erano le 15 circa quando una delle ali si sarebbe chiusa. Secondo una prima ricostruzione sembrerebbe che una volta in volo - intorno alle 15 -  una delle ali si sia chiusa e il paracadute di riserva del ragazzo sembrerebbe non essersi aperto. Così Lorenzo sarebbe caduto quasi in verticale per alcune decine di metri. Un volo terminato sulle rocce dei monti che circondano Vendrogno, in provincia di Lecco.

La Procura di Lecco sta portando avanti le indagini. E' possibile che non venga svolta un'autopsia, ma potrebbero essere disposti accertamenti tecnici sul parapendio e sul paracadute di riserva che sembrerebbe non essersi aperto. 

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