Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

Fredy non parla di fronte al pm: "Aspettiamo i risultati dell'autopsia". Dubbi sulla traiettoria dei proiettili, presto un nuovo sopralluogo

L'appuntamento di questo pomeriggio si è concluso quindi con un rinvio: "Il mio assistito parlerà solo con il pm e solo tra 60 giorni, quando saranno consegnati i risultati dell'autopsia", ha spiegato il legale. 

"Quando si è trovato faccia a faccia con il pm ha rivissuto quei drammatici momenti e non ce l'ha fatta. Anche per questo si è avvalso della facoltà di non rispondere". L'avvocato di Fredy Pacini, Giacomo Chiuchini, ha spiegato così di fronte ai giornalisti perché il proprio assistito ha deciso di non parlare di fronte al pubblico ministero Andrea Claudiani. L'appuntamento di questo pomeriggio si è concluso quindi con un rinvio: "Il mio assistito parlerà solo con il pm e solo tra 60 giorni, quando saranno consegnati i risultati dell'autopsia", ha spiegato il legale. 

L'autopsia è stata svolta questa mattina dall'équipe di medicina legale dell'Università di Siena ed ha chiarito che Vitalie Tonjoc è morto per una emorragia nella parte bassa dell'addome causata dal proiettile entrato nella parte alta di una coscia forse con una traiettoria frontale laterale. Il condizionale però è d'obbligo perché l'esame avrebbe messo in luce anche la necessità di definire meglio quelle che possono essere state le traiettorie con ulteriori accertamenti balistici.

"Noi stessi - ha spiegato il legale - abbiamo chiesto e ottenuto che venga svolto un nuovo sopralluogo nel capannone, per chiarire le criticità relative alla direzione di questo proiettile. Il pm ha acconsentito e la prossima settimana sarà fissata la data". 

Sulla traiettoria del proiettile ci sarebbero ben tre diverse ipotesi, ma tutte e tre coperte dal segreto istruttorio. Potrebbe essere da non escludere però, oltre al colpo frontale, un colpo arrivato di rimbalzo o mentre il giovane si è voltato o ha tentato di scavalcare la porta di uscita.

"In questi sessanta giorni - ha spiegato Chiuchini - Fredy continuerà a fare la sua vita. Gli abbiamo solo chiesto di non dormire più in azienda. Ma per il resto tutto deve avanti come prima. Certo, c'è tristezza e rammarico per quello che è successo:  è fortemente provato. Allo stesso tempo però è sicuro della propria condotta legittima ha difeso in primo sé stesso dagli aggressori e poi ha difeso il suo patrimonio". 

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