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Si uccise dopo aver perso i risparmi investiti nella vecchia Banca Etruria: il pm chiede l'archiviazione del caso

Nessuna istigazione al suicidio. La Procura di Civitavecchia ha chiesto l'archiviazione del caso relativo al suicidio di Luigino D'Angelo, il pensionato che il 28 novembre del 2015 si tolse la vita dopo aver perso i risparmi - investiti in Banca...

Nessuna istigazione al suicidio. La Procura di Civitavecchia ha chiesto l'archiviazione del caso relativo al suicidio di Luigino D'Angelo, il pensionato che il 28 novembre del 2015 si tolse la vita dopo aver perso i risparmi - investiti in Banca Etruria - in seguito all'approvazione del decreto Salvabanche.

I magistrati hanno chiesto che il fascicolo sia archiviato. Se così fosse si chiuderebbe una vicenda che è stata considerata l'emblema di dello scandalo finanziario che ha coinvolto Banca Etruria e le altre tre banche salvate dal governo. Il pensionato aveva lasciato un biglietto chiarissimo: "non per i soldi, ma per lo smacco subito", aveva spiegato nero su bianco chiedendo inoltre scusa a chi gli voleva bene.

D'Angelo aveva acquistato le obbligazioni subordinate nel mercato secondario, nel 2013. Stando a quanto sostenuto dalla vecchia Banca Etruria, quelle obbligazioni erano state acquistate da un terzo ente e poi ricollocate sul mercato. Ma c'è la testimonianza di un ex dipendente della banca che ha sostenuto di aver venduto lui tali obbligazioni a D'Angelo. Il sospetto è quello che, prima del 2014, l'istituto di credito abbia riacquistato le obbligazioni per poi rivenderle ancora.

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