Cronaca

Morta a Cesa, mix di sostanze assunte. I due 30enni in fuga legati allo spaccio del Pionta

Esclusa la violenza, resta l'assunzione di sostanze tossiche (nell'organismo trovate tracce di un mix) come causa della morte della diciannovenne di Sansepolcro S.S., ragazza trovata senza vita sabato scorso in un casolare di Cesa, in Valdichiana...

Esclusa la violenza, resta l'assunzione di sostanze tossiche (nell'organismo trovate tracce di un mix) come causa della morte della diciannovenne di Sansepolcro S.S., ragazza trovata senza vita sabato scorso in un casolare di Cesa, in Valdichiana.

L'autopsia aveva sottolineato l'assenza di evidenti lesioni sul corpo della giovane, gli esami tossicologici disposti, tra meno di due mesi, diranno con esattezza che tipo di sostanze S.S. aveva assunto.

Sulle braccia c'erano segni di iniezioni passate, ma l'esame autoptico non ha potuto stabilire se fossero riconducibili a dosi consumate poco prima di morire o meno. E quelle evidenze, per una ragazza che era ospite di un centro di recupero, non hanno sorpreso gli inquirenti. D'altronde la 19enne era stata segnalata più volte come assuntore di sostanze stupefacenti.

Da un primo riscontro, però, tra le sostanze trovate nell'organismo della ragazza ci sarebbero sia derivati dell'oppio (come l'eroina, ad esempio) che cocaina.

I due ragazzi trentenni che si sarebbero trovati con la giovane al momento del suo decesso restano ancora irreperibili. Erano abituali frequentatori delle zone dello spaccio di Arezzo (come Campo di Marte e Pionta) ed avevano precedenti.

L'inchiesta aperta dalla procura di Arezzo vuol far luce sulle loro eventuali responsabilità nel decesso della ragazza, ipotizzando i reati di morte in conseguenza di altro reato, spaccio di sostanze stupefacenti e omissione di soccorso.

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