Rissa al dormitorio, Tanti: "Volevano entrare senza pass e sono stati respinti. Il sistema funziona". 5 giovani denunciati

Hanno tentato di entrare senza avere il pass. Volevano dormire nel centro di accoglienza allestito nei locali del Comune in piazza San Domenico e gestito dalla Caritas, senza avere il tesserino di riconoscimento e al no dei volontari hanno dato in...

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Hanno tentato di entrare senza avere il pass. Volevano dormire nel centro di accoglienza allestito nei locali del Comune in piazza San Domenico e gestito dalla Caritas, senza avere il tesserino di riconoscimento e al no dei volontari hanno dato in escandescenze. Alcuni ospiti regolari hanno risposto loro per le rime e così 5 uomini, tutti stranieri provenienti da Nord Africa e Bagladesh e tutti giovani, si sono resi protagonisti di una rissa deflagrata ieri sera alle 22 circa.

Sul posto prima il personale della Securpol, poi la Polizia Municipale, accorsa subito dopo la chiamata dei volontari sono intervenuti riuscendo a sedare la rissa. Un uomo è finito al pronto soccorso per un taglio. Tutti e cinque sono stati denunciati e foto segnalati. Invece di trascorrere la notte nel dormitorio l'hanno passata nella caserma della Municipale.

"E' un episodio che dimostra quanto sia delicata la situazione in questi ambienti, ma che mostra anche chiaramente che il sistema di protezione funziona", commenta l'assessore alle Politiche sociali Lucia Tanti.

"Innanzitutto vorrei ringraziare i volontari che erano sul posto e la Polizia Municipale per come è stata gestita la situazione. L'ultima ora prima della chiusura dei dormitori - spiega Tanti - è sempre il momento più critico, non solo ad Arezzo, ma ovunque siano attivi servizi come questo. Ci può essere sempre qualcuno che tenta di entrare pur non avendone diritto. Il censimento che abbiamo fatto è servito per capire quali sono i bisogni reali e il fatto che ogni 15 giorni i pass vengano rinnovati ci aiuta a monitorare la situazione. Non possiamo permettere che un servizio come questo diventi un rifugio per chi vuole nascondere qualcosa".

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Poi l'aspetto legato alla sicurezza: "Questo episodio - sostiene Tanti - ci dimostra che il sistema funziona. La Polizia municipale è intervenuta subito e chi voleva creare disordini è stato segnalato, non ha avuto modo di accedere ad un servizio pensato per chi è in stato di necessità. Non solo, ogni tre mesi segnaleremo quanto 'osservato' da volontari e operatori al Prefetto. Se si verificheranno fatti di questo tipo di altra gravità che possano addirittura configurarsi con un reato la Prefettura e la Questura saranno avvisate e potranno prendere provvedimenti".

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