Sismabonus e Ecobonus al 110%: gli interventi ammessi e i massimali di spesa

L'ingegnere Cristian Angeli chiarisce alcuni dettagli relativi ai bonus per l’edilizia introdotti dal decreto rilancio e che dal 1° luglio scorso sono diventati “spendibili”

Dal 1° luglio scorso, due mesi fa, i bonus per l’edilizia - Sismabonus e Ecobonus - introdotti dal decreto rilancio mediante le detrazioni al 110%, sono diventati “spendibili” ovvero i pagamenti effettuati per interventi di ristrutturazione edilizia, possono essere utilizzati o per pagare meno tasse (detrazione diretta) o per chiedere lo “sconto” all’impresa esecutrice dei lavori (sconto in fattura). In alternativa possono essere ceduti ad una banca che, a determinate condizioni, provvede essa stessa al pagamento dei lavori, ovviamente trattenendosi una percentuale.

Non per tutti gli interventi, certo, ma solo per quelli di miglioramento della sicurezza statica o di efficientamento della coibentazione e degli impianti, come già spiegato.

A fronte di questo vantaggioso meccanismo molte persone si sono improvvisamente accorte che le loro case necessitano di lavori di manutenzione e numerosi tecnici raccontano di essere stati “presi d’assalto” per richieste di informazioni e preventivi.

Ma in quali casi si può realmente accedere alle detrazioni del 110%? Quali sono i soggetti che possono beneficiarne? Con quali modalità?

L'ingegnere Cristian Angeli, professionista originario della provincia di Arezzo esperto in tecnologie costruttive innovative, ha più volte fatto chiarezza su questi argomenti e torna a parlarne, per cercare di fugare ogni dubbio. Ha peraltro anche scritto un libro, intitolato Ecobonus e Sismabonus al 110%, che uscirà tra pochi giorni.

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La detrazione al 110% vale per tutti i lavori che riguardano l’efficienza energetica e le strutture?

"Assolutamente no. Le detrazioni al 110%, previste dal decreto rilancio, valgono solo a determinate condizioni. Anzitutto l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che deve trattarsi di lavori svolti su edifici residenziali e che tali edifici devono essere posseduti da persone fisiche. Inoltre gli interventi devono essere inquadrabili dal punto di vista urbanistico come 'ristrutturazioni'. Poi, a seconda del tipo di intervento che si va a fare, sono previsti precisi massimali di spesa. Questo in termini generali. Poi andrebbero fatte varie precisazioni, ma la sostanza è questa. Al di fuori di questi casi il Sismabonus e l’Ecobonus al 110% non valgono. Tutt’al più possono valere le detrazioni previste dai precedenti decreti, che però sono meno vantaggiose.

Un esempio?

"I casi possono essere tanti. Si consideri ad esempio il proprietario di una villa singola con scadenti caratteristiche dal punto di vista dell’isolamento termico. Ha la possibilità anzitutto di introdurre il cappotto sulle pareti perimetrali e di isolare la copertura. Questi due interventi rientrano appieno nel ecobonus al 110%, con un massimale di spesa di 50mila euro. Se poi si volesse anche sostituire l’impianto termico, il plafond offerto dall’ecobonus aumenterebbe di ulteriori 30mila euro. Se infine volesse anche fare opere di miglioramento strutturale, come potrebbero essere le sottofondazioni, i consolidamenti dei solai e delle murature, avrebbe a disposizione anche 96mila euro per effetto del sismabonus. Quindi ben 176mila euro solo afferenti alle opere principali, a cui andrebbero aggiunte anche quelle secondarie, ciascuna con un proprio massimale.

Bisogna essere per forza proprietari dell’immobile o le detrazioni possono essere riferite anche ad un affittuario?

"La normativa dice chiaramente che bisogna possedere un 'titolo idoneo' all’atto dell’inizio dei lavori. Per titolo idoneo si intende l’esistenza di un diritto d’uso del bene, come ad esempio un contratto di locazione o di comodato. Pertanto non serve essere i proprietari".

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Quindi nella pratica, ammesso che vi siano le giuste condizioni, come si deve procedere?

"Bisogna anzitutto rivolgersi a un tecnico competente che possa valutare, anzi direi accertare, la sussistenza delle condizioni che danno diritto all’ecosismabonus, poiché è previsto che l’Agenzia delle Entrate e l’Enea facciano controlli molto accurati. Tra le prime cose da verificare vi è la 'conformità urbanistica', ovvero l’immobile deve essere in regola. Una volta verificato questo si può avviare il normale iter di progettazione e di esecuzione dei lavori, seguendo le indicazioni fornite dai tecnici, ad esempio per quanto riguarda le modalità di pagamento con bonifico parlante e la contabilizzazione dei lavori. Contestualmente bisogna decidere in quale forma fruire del bonus, ovvero se in modo diretto (detrazione dalle tasse in 5 anni) oppure mediante lo sconto in fattura, oppure ancora con la cessione del credito alla banca. Sono formule molto diverse le une dalle altre, che devono essere valutate caso per caso".

Quali sono le richieste che le vengono maggiormente rivolte?

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"Sono molte, specialmente legate al sistema costruttivo Icf Italia del quale mi occupo da anni, che permette di effettuare l’efficientamento sismico ed energetico degli edifici operando solo dall’esterno, senza creare particolari disagi agli occupanti. E’ una soluzione che, ove praticabile, può essere usata in alternativa ai metodi tradizionali - come ad esempio al semplice cappotto e al rinforzo locale dei pilastri o delle murature - che richiedono costi e tempi molto maggiori".

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