Cassintegrati in sfratto perché non pagano l'affitto. Contributi fino a 12mila euro: come richiederli

Grazie a fondi statali, il Comune di Arezzo potrà intervenire per sanare debiti fino ad un massimo di 12mila euro.

Cassa integrazione, perdita del lavoro oppure gravi riduzioni della capacità reddituale del nucleo familiare.
Sono queste alcune delle cause di quella che viene definita morosità incolpevole.
Di fatto pagare le bollette o l'affitto, in situazioni di mutamento reddituale, può diventare un'impresa impossibile.

Ecco perché, grazie a fondi statali, il Comune di Arezzo potrà intervenire per sanare debiti fino ad un massimo di 12mila euro.

Ma non tutti potranno accedere a questo sostegno. I criteri di accesso, e verifica, sono particolarmente severi e dovranno trovare piena corrispondenza durante la fase di riscontro che verrà messa in atto al momento della presentazione della domanda.

Modulistica, informazioni e numeri utili

Ma procediamo con ordine.

Come presentare domanda per i contributi

L'avviso per ottenere i contributi per i cittadini sottoposti a misure di sfratto per morosità incolpevole è già stato pubblicato sul portale internet del Comune di Arezzo. Il termine ultimo per la presentazione è fissato per il giorno 10 dicembre 2019.

"Tutte le istanze presentate - fanno sapere dagli uffici comunali competenti - verranno analizzate dalla commissione interna e, se ritenute ammissibili, l’ufficio adotterà gli atti amministrativi consequenziali".

La domanda debitamente sottoscritta e corredata dalla copia di un valido documento di identità completa di tutti i documenti richiesti e comprovanti le circostanze della sopravvenuta impossibilità al pagamento del canone, dovrà essere presentata esclusivamente a mano allo Sportello Unico di piazza Fanfani

Per informazioni, è possibile rivolgersi all’ufficio servizi sociali e politiche di coesione, piazza San Domenico n. 4 Arezzo, previo appuntamento telefonico da prenotare al numero 0575/377.513 oppure 0575/377.275 o all’indirizzo mail: p.buoncompagni@comune.arezzo.it

Chi può presentare la domanda

I requisiti richiesti per presentare domanda e ottenere il contributo volto a ridurre il disagio abitativo sono:

1) cittadinanza italiana o di uno Stato appartenente all’Unione Europea ovvero, nei casi di cittadini non appartenenti all’Unione Europea o apolidi, in possesso di titolo di soggiorno (in corso di validità) che consenta lo svolgimento di attività lavorativa;
2) titolarità di un contratto di locazione di unità immobiliare ad uso abitativo regolarmente registrato con esclusione degli immobili appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9;
3) residenza da almeno un anno nell’alloggio oggetto della procedura di rilascio situato nel Comune di Arezzo;
4) essere destinatario di un atto di intimazione di sfratto per morosità con citazione per la convalida o di un procedimento di sfratto in cui è intervenuta la convalida, ovvero provvedimento di rilascio esecutivo o altro atto di precetto e di significazione di esecuzione;
5) possesso di un reddito I.S.E. non superiore ad € 35.000,00 o di un reddito derivante da regolare attività lavorativa con un valore I.S.E.E. non superiore ad € 26.000,00;
6) non titolarità da parte di ciascun componente del nucleo familiare, di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione, nella provincia di residenza, su altro immobile fruibile ed adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare;
7) essere in una situazione di morosità incolpevole, ossia in una situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare dovuta ad una delle seguenti cause (elencate a titolo esemplificativo e non esaustivo) relative a se stesso/a o ad altro componente del nucleo familiare:

  • a) perdita del lavoro per licenziamento;
  • b) accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro;
  • c) cassa integrazione ordinaria o straordinaria o in deroga che limiti notevolmente la capacità reddituale;
  • d) mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
  • e) cessazioni di attività libero - professionali o di imprese registrate alla C.C.I.A.A., derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente;
  • f) malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.

Il Comune, anche attraverso il proprio servizio di assistenza sociale, può accertare la diminuzione della capacità reddituale causata da altri motivi purché connessi al peggioramento della condizione economica generale, in particolare per quanto riguarda nuclei familiari in condizioni di particolare fragilità (quali: famiglie monoparentali o costituite da soggetti anziani o da portatori di handicap; accrescimento naturale del nucleo familiare etc.).

Il contributo in cifre. Quanto e a chi?

Fino ad esaurimento il Comune nei limiti degli importi erogabili potrà corrispondere agli aventi diritto contributi:

  • a) fino a un massimo di 8.000 euro per sanare la morosità incolpevole accertata dal comune e cessare il contenzioso con il proprietario, ovvero ad ottenere l’estinzione del giudizio mantenendo il contratto in essere, qualora il periodo residuo del contratto in essere non sia inferiore a due anni;
  • b) fino a un massimo di 6.000 euro per ristorare la proprietà dei canoni corrispondenti alle mensilità di differimento, qualora il proprietario dell’immobile consenta il differimento dell’esecuzione dello sfratto per il tempo necessario all’inquilino moroso incolpevole per trovare un’adeguata soluzione abitativa;
  • c) fino a 2.000 euro per assicurare il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione per un massimo di tre mensilità;
  • d) fino ad un massimo di e 12.000 per assicurare il versamento di un numero di mensilità relative ad un nuovo contratto da sottoscrivere a canone concordato.

In ogni caso, il contributo massimo erogabile non potrà essere superiore ad 12.000 euro e verrà erogato direttamente al locatore, mediante versamento su conto corrente bancario o postale.
I contributi saranno erogati fino ad esaurimento del Fondo nazionale, assegnato al Comune di Arezzo dalla regione Toscana.

Modalità di presentazione delle domande

Le domande di partecipazione devono essere compilate unicamente sui moduli predisposti dal Comune di Arezzo e reperibili all’indirizzo: https://www.comune.arezzo.it o disponibili presso lo Sportello Unico aperto al pubblico nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì dalle 8,30 alle 13, martedì e giovedì dalle 8,30 alle 13,30 e dalle ore 15 alle ore 17.30; oppure al segretariato sociale, piazza San Domenico n. 4, aperto lunedì dalle ore 9 alle ore 13 e giovedì pomeriggio dalle ore 15 alle ore 17. 

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Casi di esclusione

Le richieste saranno escluse dal contributo qualora siano esaurite le risorse a disposizione. Sono esclusi dal contributo i soggetti assegnatari di alloggi Erp. per i quali gli enti proprietari hanno intentato una procedura di sfratto per morosità. Nell’ambito dello stesso procedimento di sfratto, non è ammessa ai cointestatari la possibilità di presentare più di un’istanza di contributo. L’ulteriore istanza verrà esclusa. Il contributo di cui alla presente misura non potrà essere erogato per più di una volta allo stesso soggetto. I beneficiari del contributo del Fondo Nazionale morosità incolpevole nel periodo dal 7/7/2017 al 31/12/2018, in vigenza dell’Avviso pubblico approvato dal Comune di Arezzo con provvedimento n. 1873/2018, possono presentare nuova domanda in risposta al presente Avviso, esclusivamente se: - il beneficiario del precedente contributo e/o il suo nucleo familiare sia in carico al Servizio sociale professionale del Comune di Arezzo e l’Assistente sociale di riferimento possa attestare e documentare la causa della morosità incolpevole. In tale caso, il contributo sarà indirizzato alla sola fattispecie di rinvio dello sfratto, per reperire un nuovo alloggio.

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