Storie a 4 zampe

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Regione riapre la caccia di selezione, Enpa: "In tempo di Covid non è priorità. Barbarie in periodo riproduttivo"

La presa di posizione delle sezioni aretine di Enpa: "Mentre tutti siamo chiusi in casa per prevenire il contagio e le aziende stentano a ripartire, viene riaperta alle guardie venatorie una caccia che può essere fatta anche in gruppo"

"Mentre i cittadini sono chiamati al rigoroso rispetto delle ordinanze restrittive legate all'epidemia da Covid 19, la Regione Toscana dà alle guardie venatorie volontarie in possesso di licenza di caccia - quindi ai cacciatori - previa "autorizzazione" della polizia provinciale, la possibilità di poter circolare liberamente sul territorio regionale con il pretesto di compiere abbattimenti di fauna selvatica considerata dannosa, violando così i principi dei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri che hanno già escluso ogni attività connessa alla caccia". Così l'Ente nazionale protezione animali interviene sulla recente decisione della giunta Toscana di riaprire la caccia di selezione per le guardie venatorie volontarie. Una posizione condivisa da Enpa Arezzo e Casentino.

In queste settimane sono stati numerosi i casi in cui gli stessi cittadini hanno raccontato come gli animali si stiano riappropriando di molti spazi fino ad oggi occupati esclusivamente dall'uomo. E proprio questi episodi sarebbero stati uno degli elementi che avrebbero portato alla decisione della giunta. 

"Al di là delle nostre opinioni ben note sull’attività venatoria in sé - hanno scritto su un post su Facebook i volontari dei canili del Casentino -, ci chiediamo come sia possibile che, in questo particolare momento, in cui il Governo sta cercando di programmare una cauta riapertura delle attività individuando tempi, modalità, e topologie stesse di attività in termini di essenzialità e di riduzione del rischio contagio, sia data priorità all’esercizio della caccia selettiva. Tra l’altro è ben noto che un certo tipo di attività, sia svolta per lo più in gruppo. 

Ha fatto discutere la questione delle deroghe concesse dalla nostra regione a favore degli spostamenti finalizzati alla coltivazioni degli orti. La maggior parte dei sindaci casentinesi ha fortemente criticato una scelta che potrebbe nascondere rischi ed insidie. 

A nostro avviso l’autorizzazione alla caccia selettiva, individuata dalla Regione Toscana come prioritaria rispetto ad altre attività non è questione di minor conto e merita davvero di essere letta in un’ottica seria".

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Enpa Arezzo sottolinea che riaprire oggi la caccia selettiva significa anche assistere all'abbattimento di animali che in questa stagione attendono cuccioli. Molte femmine di ungulati (dai cinghiali ai caprioli) sono infatti alle ultime fasi della gravidanza e a breve le cucciolate nasceranno. 
"Rischiamo di assistere ad una vera barbarie - spiega Alessandra Capogreco, presidente di Enpa Arezzo - che si potrebbe evitare".

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Una laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.

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