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Scuola - Da un insegnante agli insegnanti...

Attingendo da Facebook, in occasione dell'inizio dell'anno scolastico riporto le riflessioni di Mauro Caneschi, un insegnante appena pensionato che ha scritto queste poche righe a tratti emozionanti, a tratti ironiche, dirette ai propri ex...

Attingendo da Facebook, in occasione dell'inizio dell'anno scolastico riporto le riflessioni di Mauro Caneschi, un insegnante appena pensionato che ha scritto queste poche righe a tratti emozionanti, a tratti ironiche, dirette ai propri ex colleghi appena tornati al lavoro. Secondo me possono essere utili (almeno per una riflessione) anche a chi la scuola la frequenta, o la vive da lontano, ricoprendo altri ruoli...

Questo è la prima volta dopo 57 anni ininterrotti che la campanella della prima ora non suona per me! Con gli occhi davanti alla lavagna o con la lavagna dietro gli occhi, in un modo o nell'altro per 57 anni di fila.

Ora non più. Una sensazione strana. Come risvegliarsi da un sonno e iniziare un giorno nuovo. Potrei rimpiangere un poco i primi dieci giorni di scuola, quando dai l'imprinting alle classi prime e osservi il risultato. Ma non posso sicuramente rimpiangere quello che dopo inevitabilmente continuerà per chi è rimasto ad insegnare. La correzione dei compiti in classe, i Collegi infiniti, le discussioni inutili nei Cdc per dare otto o nove in condotta,le riunioni per dipartimento dove vengono fissati obiettivi minimi sempre più bassi, i compromessi avvilenti degli scrutini ecc...

Ve li lascio a voi che continuate, con un consiglio ed un augurio: affascinate i vostri alunni, ammaliateli. Insegnare vuol dire mettere un segno ( un seme ) dentro. Godete del brillio che intravedete negli occhi di chi capisce cosa state dicendo. Esercitateli ad esercitare la loro mente. La nostra più grande sodisfazione è e sarà sempre il sorriso degli ex alunni che ti incontrano per strada e ti dicono: Lei prof. è stato per me il meglio di tutti ( italiano permettendo ). Continuate ad insegnare e lasciate perdere il resto; non è importante come dicono, non è essenziale per la nostra professione...l'importante è INSEGNARE. Auguri.

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