Venerdì, 24 Settembre 2021
Psicodialogando

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A cura di Barbara Fabbroni

L'estate del Green Pass, ma come tornare a una vita normale?

Il vero problema è il distanziamento sociale ormai vissuto per troppo tempo che sta già dando, ahimè, i suoi frutti amari. Sono aumentate le depressioni, le crisi d’ansia, l’incertezza, i rituali ossessivi, le ipocondrie solo per citare alcune dimensioni esistenziali di disagio emerse a seguito di questo tsunami da virus

Pensavamo che con l’estate la morsa della pandemia si sarebbe allentata, invece ci ritroviamo ancora una volta a fare i conti con un nemico invisibile che oltre ad aver provocato tanti morti, aver portato una trasformazione radicale nella vita, ancora non molla la presa. Così che si voglia o no dal 6 agosto dobbiamo essere tutti muniti di Green Pass altrimenti si apre una finestra di pseudo lookdown dove i non vaccinati o non tamponati non rischiano di non avere una vita apparentemente normale. 

Quanto potrà influenzare psicologicamente l’avere o no il green pass? Ancora non si può dire esattamente ma gli incerti, almeno dai dati riferiti, si sono affrettati a prenotare il vaccino. È fuor di dubbio che in questi 18 mesi siamo stati avvolti da una abbuffata bulimica di notizie contrastanti tra di loro: il vaccino era l’unica via per uscire fuori dal tunnel e dopo alcuni mesi di respiro arriva senza tanti problemi la variante Delta che ha fatto impazzire i numeri. Così i contagi stanno risalendo, le incertezze tornano a riemergere, nei talkshow gli animi si scaldano ancora una volta, le notizie sono l’una contraddittoria rispetto all’altra. Insomma, un pot-pourri di notizie che creano un omogenizzato senza consistenza ma con la subdola atmosfera di insinuarsi dentro all’anima delle persone creando ancora una volta incertezza, insicure e timore oltre che tanta rabbia.

Il vero problema è il distanziamento sociale ormai vissuto per troppo tempo che sta già dando, ahimè, i suoi frutti amari. Sono aumentate le depressioni, le crisi d’ansia, l’incertezza, i rituali ossessivi, le ipocondrie solo per citare alcune dimensioni esistenziali di disagio emerse a seguito di questo tsunami da virus. 
Cosa fare? Difficile da definire poiché ogni persona è un individuo unico e la ricaduta emotiva di un’esperienza come questa della pandemia ha infinite manifestazioni. È importante, tuttavia, ritrovare la fiducia nella vita, ritornare a una normalità che purtroppo ancora stenta a tornare, cercare di avere contatti senza chiudersi in un mondo solitario tagliando fuori l’altro e la vita. Ci vuole determinazione, coraggio e responsabilità, ma da questo incubo possiamo uscirne ritrovandoci più forti di prima. La vita è una misteriosa alchimia ed ogni persona ha la sua atmosfera da proteggere e condividere con chi si sente al sicuro.

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