Martedì, 22 Giugno 2021
Psicodialogando

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A cura di Barbara Fabbroni

Quel "like" del partner al rivale che ci rovina la giornata: 6 passi per superare la gelosia social

La coppia scoppia se entra nel tritacarne della Rete, a meno che entrambi i componenti non abbiano così tanta fiducia l’uno nell’altra da imparare a giocare con questa tecnologia. I consigli della psicoterapeuta Barbara Fabbroni

È bastato un like per scatenare l’inferno della gelosia. Una battaglia senza se e senza ma; la sentenza è stata pronunciata in silenzio da quel “mi piace” senza apparente significato, eppure così destabilizzante. Un fan, un follower, ha innalzato una cortina fumogena e le mille giustificazioni non portano da nessuna parte.

L’avvento dei social, con tutti gli annessi e connessi di una comunicazione mediata dalla rete, di un’immagine costruita apposta per essere messa di fronte allo sguardo dell’altro, ha portato alla creazione di molte coppie, anche se spesso è proprio la causa della rottura delle relazioni. La coppia scoppia se entra nel tritacarne della Rete, a meno che entrambi i componenti non abbiano così tanta fiducia l’uno nell’altra da imparare a giocare con questa raffinata tecnologia dell’essere in ogni luogo nel medesimo istante.

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Barbara Fabbroni

Non addentriamoci a parlare della vita di coppia, soprattutto adesso in questa pandemia da Covid-19, abbiamo trattato l’argomento in mille e più varianti. La cosa interessante è comprendere perché un semplice, ingenuo, inoffensivo “mi piace” può scatenare l’inferno e aprire, spesso, uno scenario di difficile gestione.

L’insicurezza nella relazione gioca sicuramente un fattore significativo, diciamocelo pure con estrema sincerità, sia per le donne che per uomini. Non che i più cerchino di accalappiare qualcuno nella Rete, a volte i post che ammiccano sono solo una maniera senza significato per giocare e lenire la noia. Soprattutto in questo tempo di pandemia il web sta giocando un aspetto determinante per scacciare la pesantezza della chiusura o dei coprifuoco.

Con l’era digitale, cadere nella trappola della gelosia e del sospetto è cosa assolutamente semplice. Basta un click e il dado è tratto. Quante volte, mentre il partner sta chattando al cellulare, non abbiamo resistito alla tentazione di buttare un occhio sullo schermo per sbirciare? Oppure: “fammi vedere cosa stai combinando”? Facciamo le piroette pur di buttare nello schermo l’occhio da falco indagatore e poi piombare nella ricerca di una logica possibile, se quello che intravediamo non ci piace per nulla.

Chi non è almeno una volta caduto nell’immancabile “chi è quella/o che ti ha messo like su Instagram?”. Oppure nel: “perché hai messo quel like, chi è?”, o ancora “non capisco perché stai seguendo quel profilo”.

Una valanga di sospetti inonda la mente, l’angoscia sale, l’impossibilità di controllo vacilla perché la Rete è una via tutta personale. Il terrore di essere tradito è a portata di un click.

Alla base, che lo condividiamo o no, c’è la mancanza di fiducia, che in una coppia è fondamentale, senza questa tutto si fa sdruccevole, senza base sicura, una mina vagante.

I social e i programmi di messaggistica istantanea come WhatsApp mettono a dura prova le relazioni, per non parlare delle tante app d’incontri. I motivi che scatenano la scintilla della gelosia possono essere molteplici.

La tecnologia mette in contatto persone lontane, creando valanghe di fraintendimenti.

È fuor di dubbio che i social hanno un ruolo chiave nelle dinamiche dell’amore giocate tra il controllo ossessivo e il dubbio, tra la paura di essere di fronte a un tradimento e la voglia di trasgredire solo per smuoversi dalla monotonia.

E c'è chi ha creato un profilo fake per dare una sbirciatina a ciò che fa il partner sui social. Il bisogno di scoprire come si comporta l'altro è così forte che si può arrivare anche a questo.

La sindrome di Otello sembra essersi impossessata delle nostre vite, come si può gestire lo stress da mondo della rete? È possibile, oppure bisogna solo conviverci?

I 6 passi da compiere per superare la gelosia sui social

  1. La prima cosa è farsi un bell’esame di coscienza e confrontarsi con sé stessi per comprendere bene come utilizziamo i social, che importanza diamo a un like che riceviamo o mettiamo, che significato attribuiamo alle varie amicizie e ai commenti sui post. Una volta che siamo stati autentici nella risposta, saremo sicuramente più aperti a comprendere anche il comportamento dell’altro sul web.
  2. La cosa importante da tenere sempre a mente è quella di non trarre conclusioni affrettate e dosare bene la fantasia che inizia a produrre scenari che spesso non hanno nulla a che vedere con il dato reale.
  3. La chiave di volta è sempre la stessa: parlarne, parlarne, parlarne. Quando si ha il sospetto che qualcosa non vada come deve andare, il confronto è un ottimo passo per stare nella realtà e affrontare la situazione. Guardare gli occhi del(la) partner è il modo migliore per sapere se è sincero.
  4. In caso contrario, il rischio è dar vita a una profezia che si auto avvera, e alimentare l’incomprensione, la tensione, il litigio, solo perché alla base c’è la gelosia che non lascia tregua. Chi teme di essere tradito dà vita a tutti quei comportamenti che porteranno l’altro a farlo. Amara verità, però, è una variabile possibile nella maggior parte delle situazioni di tensione. Perché i social ci rendono così assurdamente gelosi?
  5. Un motivo è legato al bisogno di controllo. Il “geloso” tende a controllare qualsiasi passo faccia il(la) partner, e più lo fa, più perde il controllo stesso. Sui social perdersi tra “mi piace”, “commenti”, “poke”, ecc., è un attimo! Anzi più si fa e più viene voglia di farlo tanto da passarci serate intere a seguire le vicende dei propri amici e seguiti. La gelosia è controllo. E il controllo porta nel baratro, intrappola in una fitta rete da cui è difficile uscire, conducendo alla crisi della relazione.
  6. Un ulteriore problema che emerge dal web è l’idealizzazione dell’altro. La conoscenza via social altera l’essere reale delle persone, così ognuno si presenta così come si immagina o vuole essere. Se per caso si inizia a scambiare qualche messaggio si potrebbe tendere a idealizzare quella persona, sia perché lei stessa può offrire un’immagine migliore di sé, sia perché si proietta su quella figura più desideri. Nel rituale virtuale della proiezione delle fantasie su quelle “piccole immagini” o su quei “messaggi così belli” è davvero dietro l’angolo. Così la frittata è fatta. Il pesce è catturato nella rete e adesso si salvi chi può.
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