Psicodialogando

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A cura di Barbara Fabbroni

Lo strano fascino dell'uomo (o della donna) che viene lasciato

Una persona che viene piantata riesce a far scattare la molla del soccorritore nell'altro. Il quale può diventare un nuovo potenziale partner perché si nutre del bisogno d'affetto altrui

Capita a tutti di essere piantati, senza o con molti perché. Dalla sera alla mattina cambia l’orizzonte e ci si ritrova a gestire la vita smarrita da single. Non era previsto. Si sa, negli altipiani scoscesi del destino spesso c’è chi si ritrova a fare i conti con una decisione imprevista.

Tristezza, malinconia, nostalgia, rimpianti, sono alcune delle emozioni che iniziano a far compagnia la sera, dopo il lavoro o nei fine settimana, quando non ci sono né stimoli, né motivazioni. Dal lunedì al venerdì c’è solo lo spazio serale da gestire perché il lavoro aiuta a non pensare, mentre il fine settimana è soffocante fa sentire persi, soli e la rabbia diventa ingestibile.

Cosa succede: il caso specifico

Più ci pensi meno comprendi, eppure lei, bella come il sole, ti ha mollato senza un perché, con uno striminzito sms mentre ti stavi preparando l’insalata perché lei era nuovamente a cena con le amiche. Così ha sempre detto…e ti molla.

La rivedi, dopo pochi giorni, innamorata persa del tuo amico, quello che qualche tempo prima si presentava a casa vostra per essere consolato dalla separazione con la moglie.

Capperi! Il fascino dello sfigato, del sofferente, ha fatto centro: così la bella crocerossina (ovvero la tua compagna di vita, quella che fino a qualche settimana fa, pensavi fosse innamorata persa di te) è caduta tra le sue braccia, mollandoti. Ora ti spieghi perché negli ultimi tempi lo invitava sempre a casa vostra con la scusa di non lasciarlo solo; le interminabili telefonate giustificate con la solita frase: “è in crisi, si sente mollato da tutti, non possiamo fare lo stesso anche noi. Faccio quello che dovresti fare tu”. Ti sei sentito anche in colpa! Invece, sotto sotto, accadeva altro.

Ora sei tu a vivere il momento dell’abbandono, a cadere in depressione, a vedere tutto grigio. Lei è bella, felice, radiosa, innamorata. Tu, invece, depresso, triste, infelice, arrabbiato, solo.

Non c’è stata possibilità alcuna di interrompere questo andare della vita. Devi fartene una ragione: sei single!

Dopo qualche settimana di buio qualcosa accade. Provi a uscire, frequenti i vecchi amici, ti rendi conto che nel gruppo qualche fanciulla s’interessa al tuo stato d’animo, cerca di aiutarti, di non lasciarti solo, di accogliere il tuo sfogo.

Così le cose diventano sempre più interessanti. Da qualche uscita sporadica torni ad avere una buona vita sociale, i panni del sofferente, della persona abbandonata stimolano interesse, curiosità, attirano possibili partner single che hanno l’animo da soccorritore/ice. Un copione già visto che tuttavia val la pena di essere interpretato. Questa volta sei tu ad aver bisogno di un posto tranquillo, dove approdare. E c'è quella persona che fa proprio al caso tuo.

Consolatori e consolatraci

Ormai è dato certo, le donne, ma anche gli uomini, sono attirati verso chi è sedotto e abbandonato, che si ritrova solo, dopo una convivenza o una relazione significativa andata in frantumi. Non sono solo le femminucce a correre in soccorso dell’uomo sofferente, infatti ci sono molti uomini che appena annusano un momento di crisi nella donna, o qualcosa che possa lasciar intendere che sia in un momento non facile, si catapultano verso di lei come se fossero degli orsetti nella ciotola del miele.

La donna con la sindrome della Fata Turchina affascina, offre un luogo sicuro e rassicurante, essenziale per questo momento. Così come nella donna ferita, tradita o abbandonata, l’uomo che si presenta come un dolce e accogliente cavalier servente fa centro. Storia antica, ma sempre attuale che fa raccogliere buoni frutti in amore. Il consolatore o la consolatrice hanno un posto importante nel cuore di coloro che vivono un momento di abbandono.

Due copioni, questi, che si alimentano e vivono solo se trovano una persona da soccorrere.

Essere soli, malinconici, abbandonati, tristi è un’ottima strategia per “catturare” individui strutturati in modalità da salvatore.

Tra i Vip ce ne sono molti che non hanno resistito al fascino della persona mollata, e in brevissimo tempo hanno trovato l’anima gemella in chi è corsa in aiuto.

Che dire, anche nel mondo dello spettacolo la consolazione dalle ferite affettive può creare nuovi, significativi rapporti.

Nella relazione con l’altro le declinazioni sono infinite, il bisogno di avere vicino qualcuno che possa comprendere, accogliere e consolare è essenziale per la vita. Così, strategia o no, nel momento più delicato della fase dell’abbandono, le persone si lasciano coinvolgere da coloro che si presentano come salvatori. È una danza tra bisogno e nutrimento che non accade solo verso chi soffre, bensì nutre e ristora anche chi si propone come soccorritore.

È un gioco delle parti in cui entrambi i contraenti hanno il loro tornaconto, una sorta di intreccio relazionale che nutre i bisogni di entrambi.

La vita è così: una continua altalena tra bianco e nero, luce e ombra, che si incontrano dando vita a un viatico potenzialmente soddisfacente per tutti. Il mondo è una grande tela, dove ognuno porta il suo colore, disegna e colora la sua storia fintantoché non c’è bisogno di cambiare paesaggio e dal grigio si passa ai colori brillanti.

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