Venerdì, 18 Giugno 2021
Psicodialogando

Opinioni

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A cura di Barbara Fabbroni

Il fascino della "femme fatale": bella come Eva Kant e terribile come Miranda Priestly. Come riconoscerla

La donna “cattiva” è particolarmente intrigante anche nel mondo reale e cattura l’immaginario. C’è una spiegazione interessante che potrebbe aiutare a comprendere il motivo per cui questo genere femminile ha un potere forte su alcuni individui

Un tempo le “cattive” erano protagoniste indiscusse delle fiabe. Il fascino dell’oscuro, caratteristico delle regine, delle streghe malvagie, crea personaggi straordinariamente carismatici e interessanti.
La donna “cattiva” è particolarmente intrigante anche nel mondo reale e cattura l’immaginario. C’è una spiegazione interessante che potrebbe aiutare a comprendere il motivo per cui questo genere femminile ha un potere forte su alcuni individui.
Bisogna scomodare la psicologia che mette in evidenza un aspetto significativo della questione.
I bambini dividono la figura materna in due distinte immagini: una è la matrigna (la “cattiva”), che dà le regole, impone dei comportamenti, si arrabbia se le cose non vengono fatte secondo quello che insegna, l’altra (la “Fata Turchina”) è la buona nutrice, protegge, crea una situazione di sicurezza, accoglie ogni bisogno. È solo in questa dualità che il bianco e il nero trovano un connubio, un equilibrio tra gli opposti, forgiando la persona. Solo attraverso la sperimentazione di entrambe le situazioni è possibile scegliere.
Sì, avete capito bene: il fascino della donna cattiva viene direttamente dalla nostra infanzia. Indignatevi pure, siate scettici, non credeteci, ma ogni scelta della persona è strettamente correlata alla sua primordiale esperienza di vita! Ogni essere umano è il risultato di queste.
Le “cattive” hanno una vita sentimentale meno frustrante, più vivace, un buon successo con gli uomini, sprigionano fascino e catturano nella loro trama affettiva molti pretendenti. Loro, ignari, finiscono per fare i "cavalier serventi" pronti a tutto pur di soddisfare la loro dama. Un copione ormai cementato che costringe a una ritualità scandita da ruoli precisi e definiti.
Pare che gli uomini, in fatto di cuore, se fatti soffrire creino un legame ancora più intenso con la donna di loro interesse. Così le “cattive” hanno la meglio su tutte quelle donne che cercano di comprendere, nutrire, accogliere. La disponibilità non paga.
Anche per quanto riguarda l’aspetto lavorativo è evidente che le donne con il “pelo” sullo stomaco ottengano risultati interessanti.
Vi ricordate la terribile Miranda ne “Il diavolo veste Prada”? Nonostante il suo carattere impossibile, la sua acutezza al veleno nel dare giudizi, la sua glaciale modalità di rapportarsi agli altri, il suo sorprendente intuito per la moda capace di affossare chiunque senza un briciolo di cuore, è una donna di enorme successo, carismatica e piena di fascino, strategica e assolutamente vincente. Nulla e nessuno riesce a farla fuori, lei sa trovare la strada per rimanere sempre nell’Olimpo.
In questo periodo a Courmayeur c’è il set del film “Diabolik”. Miriam Leone, sensuale come non mai, interpreta il ruolo della donna cattiva, ladra professionista e compagna del genio del male Diabolik: Eva Kant. 
Eva Kant è un altro modo di essere donna: non si arrende di fronte a nulla, si riprende sempre, è capace di utilizzare ogni mezzo pur di non soccombere e ottenere ciò che reputa le sia stato tolto. È una donna di spessore, dal sangue freddo, spregiudicata, autonoma, criminale, individualista e bella da lasciare senza fiato.
Ma cosa hanno di così speciale queste donne che spesso si incontrano nella vita reale?
Sono misteriose, si fanno desiderare. Spariscono per un po' di tempo e si fanno cercare dal lui che hanno individuato. Non mostrano mai le loro fragilità, si pongono sempre come donne forti, sicure, determinate, vincenti. Comunicano in maniera diretta. Sono astute e scaltre al tempo stesso cortesi, ma non troppo.
Le "cattive" ben sanno come far capitolare questo gli uomini e riescono sempre a ottenere ciò che vogliono. Ogni desiderio, prima o poi, arriva a essere realtà. 
Molte dive hanno un caratterino che le avvicina alla categoria delle “cattive”. Sembra che Sharon Stone, si dice negli ambienti hollywoodiani, dia ordini a voce grossa, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Lo stesso vale per Naomi Campbell, straordinaria modella, dal carattere decisamente non facile, astuta e determinata, quanto basta per tenere tutto sotto controllo.
La donna "cattiva" è molto egoista, si vuole bene, prima delle nevrosi dell’altro viene il suo benessere mentale e fisico. Generalmente single, risoluta, egocentrica, ascoltatrice quanto basta per avere le informazioni che servono a tenerti in pugno. E' molto astuta e sa bene che la forza è data dal conoscere le parti più intime dell’altro, così da avere sempre il coltello dalla parte del manico. Mai farsi trovare impreparata, ma sempre pronta a sferzare la mossa vincente. È lei che mette al tappeto. 
Possiamo fare anche una lista di come riconoscere la "femme fatale":
Mantiene sempre la sua totale indipendenza economica.
Con un uomo si limita all’essenziale, fintantoché non l’ha messo ben in trappola.
È centrata sui propri bisogni.
Ironica, sdrammatizza i problemi e le situazioni difficili.
Si appassiona a più cose.
Il proprio corpo e la propria vita sono il centro di tutto.

Che dire della bella Angiolina Jolie nei panni di Malefica? Zigomi accentuati, occhi gialli tendenti al verde smeraldo, ali, corna, tacchi e vestiti esagerati. Lei è l’essenza della cattiveria in veste femminile, eppure attira interesse e curiosità.  
Malefica è una buona che diventa cattiva per una ragione ben precisa, ma che non può non essere giustificata. La vita può portare a tirare fuori un lato oscuro come meccanismo di difesa verso le esperienze dolorose. Così la cattiveria, oltre al risultato di un’evoluzione e crescita, è il frutto anche delle esperienze intense vissute da adulti.
C’è solo un grande problema: prima o poi la vita presenta il conto e il prezzo da pagare può essere molto alto.

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