Psicodialogando

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I 7 segnali della violenza psicologica nella vita di coppia

Chiunque sia il carnefice all’interno della coppia, la sua violenza va curata e non nascosta. Nasconderla porta a gravi conseguenze di dipendenze patologiche. Scarsa autostima. Isolamento. Per non parlare di quelle che si hanno su eventuali figli. L'approfondimento della psicoterapeuta Barbara Fabbroni

Agnese è gelosa. Vuole gestire totalmente la vita di Osvaldo. Ogni più piccola decisione deve passare da lei. Lui è esausto. Nonostante tutto non riesce a lasciarla. L’ama in maniera profonda. Viscerale. È tutto il suo mondo.

Cerca di farsi scivolare i continui insulti. Comprende e giustifica le sue parti esagerate, quando rientra tardi dall’ufficio. Agnese lo tempesta di telefonate. Controlla ogni centimetro di abbigliamento cercando una traccia che indichi un tradimento. È ossessionata dal tradimento. È un chiodo fisso. Anni fa si è rivolta anche a un investigatore. Purtroppo, ha scoperto il tradimento di Osvaldo. Lui si è fatto prendere in castagna e da allora Agnese non gli ha dato più tregua. Lei è diventata un segugio. Ha il terrore che possa avere altre storie.

Il matrimonio stava saltando per una donna che lui aveva conosciuto online.

Da quel momento lui, affogato dai sensi di colpa, non ha più pace.

Nulla serve chiedere scusa. Dare ad Agnese la certezza che è l’unica donna della sua vita. Lei ha dentro di sé un tarlo che quotidianamente la divora. La consuma tanto da farla vivere sommersa dalla paura, alla ricerca sempre di rassicurazioni. Osvaldo pur di dimostrarle il suo amore subisce ogni tipo di violenza psicologica. Cerca così di dimostrargli quanto è grande l’amore e quanto tiene alla loro relazione. Nulla è mai abbastanza. L’asticella sale sempre di più.

Agnese ha il controllo minuto dopo minuto. La loro vita è incastonata in momenti forti, dove l’aggressività arriva a situazioni di difficile gestione.

Quanto potrà durare? Ci sarà la possibilità di tornare in equilibrio? Com’è possibile arginare queste situazioni? Che cosa fare? Come farlo? Quando farlo? È davvero possibile fare qualcosa?

Le cronache sono ricche di eventi che narrano di donne che vivono situazioni pesanti, al limite della normalità. Tuttavia, ci sono anche uomini che subiscono nel loro quotidiano un comportamento aggressivo da parte della compagna, della moglie, della fidanzata.

Sono situazioni che restano più nascoste. Perché sono restii a chiedere un aiuto. Il silenzio è aggravato dalla tipologia di violenza cui sono sottoposti. È una violenza più psicologica che fisica.

Le persone violente minimizzano, negano la violenza esercitata. Colpevolizzano la vittima per giustificare il comportamento. Sono molto razionali e convincenti rispetto alla loro innocenza. Vivono la solitudine dell’esserci. Per loro non ci sono sportelli d’ascolto. La paura di non essere creduti e di mancare della propria virilità li porta a non chiedere aiuto. C’è molto pregiudizio. C’è la credenza che la violenza agita da una donna nei confronti di un uomo sia meno grave rispetto a quando è l’uomo ad essere violento. È normale pensare che la vittima sia sempre la donna.

Non è così.

Questi uomini subiscono delle vere e proprie violenze psicologiche. Anche se non se ne parla.

Tutto è giocato nel silenzio familiare.

Chiunque sia il carnefice all’interno della coppia, la sua violenza va curata e non nascosta. Nasconderla porta a gravi conseguenze di dipendenze patologiche. Scarsa autostima. Isolamento. Per non parlare di quelle che si hanno su eventuali figli che crescerebbero con modelli violenti da prendere in esempio. Sarebbero, quindi, futuri adulti a loro volta potenziali vittime o carnefici.

Se ascoltiamo i racconti di queste persone, narrano che i comportamenti di violenza psicologica si sono insinuati gradualmente nella coppia. Sono diventati più marcati dopo il matrimonio, dopo la nascita dei figli, quando il fisico femminile dà segni di piccoli cedimenti.
Alcuni raccontano: “dopo la scoperta di una relazione extraconiugale, ha scatenato l’inferno, benché l’abbia perdonata”. Quali sono i comportamenti più comuni della partner che fa violenza psicologica?

  1. Svalutazione continua: la partner mina l’autostima dell’uomo ripetendo continuamente che non vale nulla. Lui non è degno dei suoi sforzi. Se lei lo lascia nessuna donna sarà capace di amarlo come lo ama lei
  2. Controllo delle amicizie e degli affetti: le donne di questo tipo cercano di isolare l’uomo dalla famiglia, dagli amici, dagli hobbies. Sono trattati come degli oggetti di proprietà. Devono soddisfare in tutto e per tutto i desideri della donna altrimenti si scatena l’inferno. Queste donne fanno passare il messaggio: “ti proteggo dalle persone che non apprezzano e capiscono il tuo amore”.
  3. Gelosie ossessive, stalking, violenza psicologica: la compagna che agisce utilizzando la violenza psicologica di solito è una persona che ipercontrolla. Tempesta l’uomo di telefonate quando è in giro da solo. Vuole sapere con chi è. Dove si trova. Che cosa sta facendo. Addirittura, può arrivare a mettere un investigatore.
  4. Comunicazione carica d’insulti e minacce: sono donne che si arrabbiano con facilità anche solo se minimamente sono contraddette. Gli uomini devono agire sempre e solo come si aspettano. Non possono confrontarsi in nulla. Le minacce e gli insulti riguardano tutta la sfera affettiva dell’uomo. Gli uomini che non riconoscono i segnali o decidono di ignorarli, e che magari si sposano o mettono su famiglia con queste donne, la situazione peggiora notevolmente con la convivenza.
  5. Ipercontrollo economico e morale: controllo ossessivo dei soldi e gestione assoluta dell’economia familiare. È una situa- zione caratterizzata da umiliazioni e attacchi continui all’autonomia che conducono a un disagio importante. L’uomo non è più indipendente. Ha paura di essere abbandonato così le dà sempre maggior potere di agire e gestire.
  6. Rapporti sessuali ripetitivi e assidui: le donne prevaricatrici lo sono spesso anche nel rapporto sessuale. Sono eccessivamente insistenti con gli uomini, anche se non hanno voglia. Questo è un modo per tenere tutto sotto controllo e gestire la situazione anche con la sessualità. Alcuni uomini giustificano i tentativi di abuso verso di loro dalle compagne con “mi ama troppo”.
  7. Falsi pentimenti: la donna, che ha il partner che, cerca di lasciarla per il vissuto pesante si mostra pentita, piangente e disperata. Giura che cambierà per amore.

Il maltrattamento in abito della coppia e, non solo, è uno squilibrio di potere. La sofferenza di molti uomini, vittime abusate, dovrebbe essere da stimolo verso l’autonomia di sé. Noi ci aspettiamo sempre maltrattamenti verso donne dimenticandoci di quanti uomini vivono situazioni al limite della sopportazione e dell’etica.

Lettura consigliata: Hansel e Graetel, Fratelli Grimm. Aiuta a fare consapevolezza sul significato della separazione, dell’abbandono e della dipendenza dall’Altro.

Film consigliato: Kramer contro Kramer di Robert Berton

Motto: La rabbia frantuma l’amore.

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Da anni coltiva la passione per la scrittura. È psicologa, psicoterapeuta, giornalista. Oltre a numerosi saggi premiati con premi letterari prestigiosi (ricordiamo solo alcuni: premio per la saggistica Cesare Pavese e Tagete), articoli scientifici pubblicati nelle riviste scientifiche internazionali di psicologia, scrive da anni romanzi. Il romanzo “Coach in Love” è stato premiato al Festival del Cinema di Taormina, lo stesso sarà un film. Da più di sei anni presta la sua penna a Magazine Nazionali di prestigio con le sue rubriche settimanali che riscuotono un significativo successo. Negli ultimi anni è altresì penna attenta e al tempo stesso profonda per interviste esclusive a Vip Nazionali e Internazionali. Volto noto in programmi televisivi come LA7, La vita in Diretta, La vita in Diretta estate, Storie Italiane, su Rai Uno si interessa di moda ed è opinionista e giornalista

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