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Perché l'Europa non dice no alla manovra di stabilità italiana

Inutile negarlo, tutti i notisti politici del bel paese si aspettavano che una volta trasmessa alla Comunità Europea la manovra finanziaria che si va a varare in Italia, sarebbe arrivata una reprimenda di quelle da ricordare. Bacchettate sulle...

Inutile negarlo, tutti i notisti politici del bel paese si aspettavano che una volta trasmessa alla Comunità Europea la manovra finanziaria che si va a varare in Italia, sarebbe arrivata una reprimenda di quelle da ricordare. Bacchettate sulle dita a tutto spiano.

E invece questo non sta accadendo, nonostante che la manovra suddetta sia in buona parte basata su nuovo debito e concentrata più sugli aiuti alle famiglie che alle aziende (come qualche burocrate europeo di peso aveva chiesto a gran voce).

L'impressione è che stavolta a guidare l'Europa sia più la politica che i conti. Renzi è un avamposto importante dell'UE in Italia e proprio per via della rigidità dei conti pretesa da Merkel e soci fino a prima di questa manovra stava pesantemente perdendo consensi, tanto da far dubitare, in certi frangenti, che il suo governo rischiasse grosso.

L'Europa tutto vuole men che i grillini (incontrollabili) vadano al governo in Italia, e se il forte e fragile esecutivo Renzi (forte nell'azione, fragile nel consenso molto virtuale) dovesse capitolare, allora nello stivale mediterraneo si aprirebbe uno scenario difficile da prevedere.

Questa è la vera assicurazione di Renzi ed è il probabile motivo per cui al fiorentino d'assalto stavolta viene permesso di accontentare una fascia ampia di cittadini. Se poi la ruota italiana non comincerà a girare velocemente in senso positivo, come Renzi e Padoan sperano ardentemente insieme agli italiani, ci sarà sempre il modo di imporre senza pietà manovre correttive, aggiuntive o straordinarie.

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