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A cura di Enrica Cherici

Aretina d.o.c.g., giornalista con la passione amaranto. Mamma consapevole, moglie. Dalla tv al web il passo non è stato breve, ma la telecamera l'ho portata con me.

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"Il redditometro per fermare le infiltrazioni malavitose nell'economia e scovare gli evasori totali"

Nuova puntata di #NonSoloFisco per approfondire il tema dello strumento del redditometro che è in una bozza di decreto. Giovanni Grazzini presidente dell'Ordine ne spiega i vantaggi e le criticità. In coda anche una spiegazione sull'assegno unico familiare

"Il redditometro, se non si porterà dietro le vecchie criticità e sarà ben usato, potrà essere molto utile per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia del territorio e per stanare gli evasori totali, gli sconosciuti al fisco". Così Giovanni Grazzini nell'ultima puntata di NonSoloFisco, la rubrica realizzata in collaborazione con l'Ordine dei dottori commercialisti della provincia di Arezzo, commenta la bozza di decreto che salvo sorprese porterà alla reintroduzione del redditometro, quello strumento di accertamento da parte dell'agenzia delle entrate nei confronti delle persone fisiche. 

"Si tratta di controlli che scattano quando ci sono alcuni campanelli d'allarme, quando i consumi e lo stile vita non appaiono congrui rispetto ai redditi dichiarati. Quando lo scostamento supera il 20% può scattare il controllo."

E quindi la palla passa al cittadino che deve riuscire a dimostrare tutto per evitare di incappare nelle sanzioni. "Proprio questa è una delle criticità alla quale le persone devono prestare attenzione, quando ci sono spese importanti in famiglia, sarebbe utile e consigliabile conservare scontrini, ricevute di bonifici o di versamenti in contanti".

Già perché il controllo può arrivare a distanza di qualche anno e senza le cosiddette pezze d'appoggio diviene difficile dimostrare i flussi dei denari e giustificare spese o entrate.

"Il redditometro rientra in un percorso più ampio che sta portando sempre più all'uso di forme di pagamento tracciabili e al contrasto all'uso del contante. A breve infatti non sarà possibile fare pagamenti superiori a mille euro con le banconote" ma si dovrà ricorrere a pagamenti attraverso carte di credito, bonifici, bancomat o assegni.

"Così sarà più facile mantenere il controllo sui redditi, sulla provenienza illecita di flussi di denaro, sulle modalità di ingresso e di gestione di pezzi dell'economia da parte delle organizzazioni malavitose che in questi anni hanno sempre più puntato i loro business verso settori dove era facile 'lavare' soldi di dubbia provenienza" spiega Grazzini che pochi mesi fa aveva lanciato l'allarme su come certe organizzazioni si stessero muovendo anche ad Arezzo e su quali fossero gli esercizi più soggetti a finire nelle loro mani.

Era il marzo scorso quando si avvertiva questo campanello d'allarme: "Ci sono in questo periodo telefonate di imprenditori che raccontano ai propri commercialisti di fiducia di aver ricevuto chiamate di presunti acquirenti interessati a rilevare l'azienda, o l'attività del settore turistico, il negozio. Un fenomeno in aumento e che spesso può nascondere soggetti che si inseriscono nel tessuto economico locale per ripulire soldi provento di attività della malavita" aveva raccontato Grazzini.

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