Non solo Fisco

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Ristori-bis: il calcolo del fondo perduto e i codici Ateco ammessi. In attesa del terzo decreto

La nuova puntata di #NonSoloFisco è un approfondimento sul decreto Ristori-Bis in attesa di conoscere le misure del terzo decreto che dovrebbe prevedere sostegni anche alle categoria che non hanno chiuso ma che hanno subito un drastico calo di fatturato

 

Misure di ristoro per le attività che sono state progressivamente chiuse nella varie regioni d'Italia, con un pensiero ancora non messo per scritto a quelle che anche se aperte hanno subito una forte riduzione dei fatturati.

Focus sui ristori contenuti nei Decreti del consiglio dei ministri, sulle categorie ammesse, sui calcoli per capire quanto ristoro a fondo perduto potrebbere arrivare nelle proprie casse. Di questo abbiamo parlato con Roberto Tiezzi, consigliere dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia di Arezzo.

Il decreto Ristori-bis

È stato approvato il 6 novembre 2020 dal Consiglio dei Ministri il cosiddetto decreto “Ristori-bis”, contenente ulteriori misure di ristoro per le attività economiche colpite, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni deliberate nei giorni scorsi con il D.P.C.M. 3 novembre 2020, che ha previsto la suddivisione del territorio nazionale in tre aree, distinte a seconda della gravità della situazione epidemiologica, cui si applicano chiusure e limitazioni differenziate. In particolare, è stato previsto un ampliamento delle categorie di attività beneficiarie del contributo a fondo perduto previsto dal decreto “Ristori” (D.L. n.137/2020), con un ulteriore incremento per alcune attività situate nelle zone “arancioni” e “rosse”, e un nuovo contributo a fondo perduto per specifiche imprese che operano nelle “zone rosse”. Per alcune attività sospese operano anche l’estensione del credito d’imposta sugli affitti commerciali, la cancellazione della seconda rata Imu e la sospensione di ritenute e versamenti.

Attenzione alla base di calcolo

Base di calcolo del contributo a fondo perduto e quando spetta il contributo: La base di calcolo è data dal fatturato e dai corrispettivi  riferiti al mese di aprile 2020. Il fatturato ed i corrispettivi, vanno confrontati  con quelli del mese di aprile 2019. Se inferiori di 2/3 spetta il contributo. Il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di cui al punto precedente se rientranti nei codici Ateco previsti nell’allegato 1, purché con partiva iva attivata dal 01/01/2019. 

Da tenere bene a mente che, a parte il 400% delle discoteche, tutti gli altri stanno tra il 100% e il 200%, stiamo parlando di indennizzi che vanno dal 100% al 200% non del calo del fatturato subito ad aprile, ma di un importo compreso tra il 10% e il 20% del calo di fatturato subito ad aprile. Si scrive dal 100% al 200%, ma si legge dal 10% al 40%.

Ampliato l'elenco dei beneficiari

Viene ampliato l’elenco delle categorie di attività beneficiarie del contributo a fondo perduto, contenuto nel decreto “Ristori” (D.L. 28 ottobre 2020, n. 137). Il nuovo elenco è contenuto nell’Allegato 1 del decreto.

Zone caratterizzate da scenari di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto

Per i seguenti soggetti, con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi degli artt. 2 e 3 del D.P.C.M. 3 novembre 2020 (zone “arancione” e “rossa”), il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 1 decreto “Ristori” (D.L. n. 137/2020) è aumentato del 50% rispetto alla quota indicata nell’allegato 1: ï  gelaterie e pasticcerie (codice ATECO 561030); ï  gelaterie e pasticcerie ambulanti (codice ATECO 561041); ï  bar e altri esercizi simili senza cucina (codice ATECO 563000).

Procedura

Il contributo viene erogato dall’Agenzia delle Entrate previa presentazione di un’apposita istanza.

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Attività prevalente e misura del contributo:

Operatori con sede operativa in centri commerciali ed operatori delle attività manifatturiere e industrie alimentari, interessati dalle misure restrittive del D.P.C.M. 3 novembre 2020

Riconducibile ai codici ATECO di cui all’allegato 1: 30% del contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 del D.L. n. 137/2020

Non riconducibile ai codici ATECO di cui all’allegato 1: 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza e dei criteri di cui all’art.25, commi 4, 5 e 6, del decreto “Rilancio” (D.L. 34/2020)

Calo del fatturato: Il contributo spetta comunque in presenza dei requisiti stabiliti dall’ art. 1, commi 3 e 4, del D.L. n. 137/2020.

Contributi a fondo perduto - Zone Rosse (art.2)

Ambito di applicazione: Viene riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti – colpiti dalle misure contenute nel D.P.C.M. 3 novembre 2020- che, alla data del 25ottobre 2020, hanno la partita Iva attiva, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2 e hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’art. 3 D.P.C.M. 3 novembre 2020 (zone “rosse”).

Esclusioni: Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.

Calcolo del contributo: Si applicano le percentuali riportate nell’Allegato 2.

Condizioni: Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (a talfine rileva la data di effettuazione delle operazioni). Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato per i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019.

Fondo per nuovi contributi (art. 8)

Viene istituito un fondo per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive, al fine di erogare futuri contributi in modo automatico.

Tax credit locazioni (art. 4)

Per le imprese che operano nei settori riportati nell’allegato 2 e nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’art. 3 del D.P.C.M. 3 novembre 2020 (zone “rosse”), si prevede un credito d’imposta – cedibile al proprietario dell’immobile locato – pari al 60% dell’affitto per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Anche tale misura è riservata ai canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e di affitto d’azienda.

Imu, cancellazione della seconda rata (art .5)

Per il 2020, è prevista la cancellazione della seconda rata dell’Imu – in scadenza il 16 dicembre 2020 – per le imprese che operano nei settori riportati nell’allegato 2 e nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’art. 3 del D.P.C.M. 3 novembre 2020 (zone “rosse”), a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività.

Immobili interessati dalla misura: La misura si riferisce agli immobili e alle relative pertinenze in cui si esercitano le attività riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2. Resta fermo quanto disposto dall’art. 78 del decreto di agosto” (D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modifiche dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126) e dall’art. 9 del decreto “Ristori” (D.L. 28 ottobre 2020, n. 137).

Versamenti e ritenute - sospensione dei termini (art. 7)

La misura si applica ai soggetti che: esercitano attività economiche sospese su tutto il territorio nazionale (1); operano nei settori economici individuati nell’Allegato 2  con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’art. 3 del D.P.C.M. 3 novembre 2020 (zone “rosse”).

Adempimenti sospesi: Sono sospesi i termini che scadono nel mese di novembre 2020 relativi: ai versamenti relativi alle ritenute alla fonte e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che tali soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta; ai versamenti Iva. (1) Ai sensi dell’art. 1 del D.P.C.M. 3 novembre 2020. I versamenti sospesi ai sensi del comma 1 sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, conil versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

Soggetti Isa, versamento acconti imposte sui redditi e Irap - Sospensione (art. 6)

È disposta la proroga al 30 aprile 2021 dei termini di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa, individuati dall’art. 98, comma 1, del “decreto di agosto” (D.L. N.104/2020) nei settori economici indicati negli allegati 1 e 2, aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’art. 3 del D.P.C.M. 3 novembre 2020 (“zone rosse”).Tale proroga si applica a prescindere dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi.

Contributi previdenziali e assistenziali - sospensione (art. 11)

Zone “gialle”: Per le attività previste dal decreto “Ristori” (D.L. n. 137/2020) che operano nelle zone “gialle” sono sospesi i contributi previdenziali ed assistenziali dovuti per il mese di novembre (ex art. 13, D.L. n. 137/2020).  La sospensione non opera peraltro relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria Inail.

Zone “arancioni” e “rosse”: Per le attività previste dal decreto “Ristori” (D.L. n. 137/2020) che operano nelle zone “arancioni” e “rosse” la sospensione è riconosciuta per i mesi di novembre e dicembre.

Nuovi termini: In entrambi i casi indicati sopra, i versamenti dovranno essere effettuati – senza sanzioni ed interessi – in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la decadenza dalla rateazione.

Il fondo Ristorazione

Con la legge del 13 ottobre del 2020, la numero 126 è stato istituito anche un Fondo Ristorazione con l'obiettivo di valorizzare il Made in Italy. Con il Fondo Ristorazione si vuole dare una risposta immediata alle difficoltà di migliaia di aziende impegnate nella filiera sostenendo cibo italiano di qualità, a partire dai prodotti DOP e IGP, valorizzando il territorio. Attraverso una procedura semplice e immediata, vengono destinati al settore 600 milioni di euro da utilizzare per l'acquisto di prodotti 100% Made in Italy.

Destinatari: I ristoratori e le ristoratrici possono richiedere contributi a fondo perduto per un minimo di 1.000 e un massimo di 10.000 euro e utilizzarli per gli acquisti di prodotti dell'agroalimentare italiano effettuato dopo il 14 agosto 2020 fino al giorno di presentazione della domanda. Possono accedere al contributo ristoranti, pizzerie, mense, i servizi di catering, gli agriturismi e gli hotel con somministrazione di cibo. Per maggiori dettagli consulta l’elenco dei codici ATECO.

Codici Ateco prevalenti

I codici ATECO prevalenti previsti da Decreto Ministeriale sono i seguenti: 

56.10.11 (ristorazione con somministrazione)

56.29.10 (mense)

56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale)

56.10.12 (attività di ristorazione connesse alle aziende agricole)

56.21.00 (catering per eventi, banqueting)

55.10.00 (alberghi) limitatamente alle attività autorizzate alla somministrazione di cibo

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