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La malavita punta a negozi, alberghi e ristoranti per lavare soldi sporchi. Grazzini: "Campanelli d'allarme nel territorio"

La crisi economica delle città d'arte, la pandemia a lunga durata e l'incertezza hanno aperto delle brecce nei territori che sono così più facile obiettivo di chi deve riciclare denaro frutto di reati

"Ci sono in questo periodo telefonate di imprenditori che raccontano ai propri commercialisti di fiducia di aver ricevuto chiamate di presunti acquirenti interessati a rilevare l'azienda, o l'attività del settore turistico, il negozio. Un fenomeno in aumento e che spesso può nascondere soggetti che si inseriscono nel tessuto economico locale per ripulire soldi provento di attività della malavita."

E' uno spaccato preoccupante, significativo, segno di questi tempi, quello che racconta il presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti della provincia di Arezzo Giovanni Grazzini. Sono proprio loro uno dei fronti che possono fare da argine alle infiltrazioni mafiose nell'economia, hanno il polso della situazione e possono cogliere alcuni campanelli di allarme giusto in tempo.

La crisi economica in atto, la sofferenza dei settori merceologici a causa delle restrizioni per la pandemia hanno di certo facilitato l'arrivo di soldi sporchi e la penetrazione di soggetti malavitosi che alla base hanno soprattutto attività di smercio di droghe, che producono molti soldi al nero per i quali vengono messi in atto meccanismi specifi per 'lavarli' e inserirli nell'economia alla luce del sole.

"Sì, è così. C'è una sensazione sempre più forte legata a telefonate che ricevono i nostri clienti da personaggi che poi spariscono, che non hanno professionisti che approfondiscono le attività da trattare, che non sono interessati seriamente a una valutazione di bilanci e altri aspetti societari."

Ma quali sono i settori maggiormente attrattivi per riciclare soldi sporchi?

"Sicuramente alcuni negozi al dettaglio, ma soprattutto alberghi e ristoranti. In quelle attività che a volte vedi sempre vuote, senza clienti, ma che comunque mostrano un certo fatturato in fondo all'anno e pagano anche un certo quantitativo di tasse. Vanno a cercare spesso realtà di successo, che hanno un valore, nelle quali vedono margini di guadagno, strutture ricettive dove sono abbonadanti, nelle città d'arte, oppure nei centri termali, mentre eventuali trattative con attività in crisi, sull'orlo del fallimento quasi mai passano dai professionisti, spesso tratta direttamente l'imprenditore che rischia di finire vittima degli usurai che prima prestano soldi e poi arrivano a rilevare interamente l'azienda."

Quale meccanismo viene messo in pratica per mettere in 'lavatrice' il denaro e smacchiarlo?

"In realtà è molto semplice. Quante volte abbiamo pensato a come potevano fare a stare aperte certe attività che ci sembravano sempre vuote? Beh ogni giorno segnano coperti fittizi, battono scontrini per merce non venduta e sono disposti anche a pagare le tasse pur di imbiancare il denaro sporco. Quindi dichiarano incassi che non hanno avuto e quindi il negozio funge da lavatrice. Soldi che così possono essere reinvestiti e i guadagni sono così importanti che costoro mettono in conto di pagare le tasse allo stato."

Qual'è il ruolo del commercialista?

"E' un ruolo di vaglio della serietà dell'offerta, per capire chi è l'interlocutore, se ha intenzioni serie, se viene fatta una due diligence, se vengono approfonditi certi aspetti oppure se è interessato a fare un offerta eocnomia senza sapere cosa sta comprando e questo è sintomatico che qualcosa non quadra. In definitiva dobbiamo sempre più essere presidio di legalità e se necessario dire anche qualche no a clienti tentati da vendite facili e redditizie. Ma a fianco di questo c'è anche il ruolo dell'Ordine che rappresento altrettanto strategico."

Che cosa è possibile fare per aumentare il livello di attenzione?

"L'Ordine promuove un cambiamento culturale in questo senso, evitare di vedere il professionista con il solito cliché, proprio per aumentare la consapevolezza del ruolo che può avere, per far sì che gli imprenditori aretini dai piccoli commercianti in sù abbiano un livello di attenzione più alta e isolare i disonesti, per questo stiamo anche di coinvolgere la guardia di finanza per sensibilizzare gli iscritti sul tema e di conseguenza portare una cultura più approfondita nel sistema economico locale."

Quale conclusione si può trarre su questo delicato argomento.

"Che ognuno deve fare la sua parte per alzare il presidio di legalità, perché i numeri dei reati con l'aggravante del metodo mafioso sono il doppio dell'anno precedente, la pressione della malavita che ha grosse disponbilità finanziarie aumenta e per arginare tutto questo, non lo dimentichiamo, sono fondamentali i ristori e i finanziamenti a sostegno delle imprese che lo Stato ha messo in campo."

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